Liceo Matematico dal 2026/27: la sperimentazione in cento scuole italiane, cosa ha richiesto il CSPI
Il Liceo Matematico parte dalla prima classe in cento scuole, ma il CSPI chiede chiarimenti su organici, valutazione e inclusione.
Dal prossimo anno scolastico arriva una novità importante. Il Liceo Matematico diventa una vera sperimentazione, autorizzata dalla classe prima e per cinque anni. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha dato il suo via libera, ma con diverse richieste di chiarimento che riguardano docenti e studenti. Vediamo cosa prevede il decreto.
Liceo Matematico, cos'è il progetto
Il progetto è nato nel 2015 all'Università di Salerno, dentro il gruppo di ricerca in Didattica della Matematica. Da allora si è diffuso in tutta Italia. Oggi coinvolge una rete di 150 scuole, cento delle quali hanno chiesto di sperimentare, e 34 dipartimenti universitari. Non si tratta di un semplice potenziamento delle ore di matematica. È una proposta di innovazione didattica. L'idea di fondo è vedere la matematica come un linguaggio universale, capace di dialogare con filosofia, fisica, informatica, economia, biologia, storia e arte.
Come si lavora in classe
Le attività puntano sul laboratorio e sulla partecipazione attiva. Gli studenti discutono, formulano ipotesi, argomentano e verificano i risultati insieme. Il CSPI precisa un punto chiave:
il laboratorio non è solo un'aula attrezzata;
è un modo di lavorare basato sul dialogo;
si fonda sulla sperimentazione e sul ragionamento condiviso.
Centrale è anche il legame tra scuola e università. Docenti universitari e insegnanti progettano insieme materiali, attività e percorsi di approfondimento.
Le richieste del CSPI sul Liceo Matematico
Il Consiglio approva l'impianto, ma chiede di chiarire alcuni nodi pratici prima dell'avvio:
gli organici: serve precisare se le ore in più rientrano nelle risorse degli Uffici scolastici regionali;
la valutazione: il Laboratorio Matematico viene valutato "in forma di giudizio" e non con un voto, ma non è chiaro come questo incida sul percorso dello studente;
l'esame di Stato: va spiegato come le attività interdisciplinari trovino spazio nella maturità.
Più tutele per l'inclusione
Un'osservazione importante riguarda gli studenti con disabilità. Secondo il Consiglio, ogni sperimentazione deve garantire il diritto allo studio. Per questo lo schema di decreto dovrebbe contenere riferimenti chiari all'inclusione e al rafforzamento della sua qualità. Solo così si assicura un'istruzione in condizioni di uguaglianza reale. Il CSPI suggerisce anche una modifica linguistica: usare la parola "percorsi" al posto di "moduli", per favorire l'integrazione tra le discipline.