Lotta ai diplomifici: perché 24 istituti sono ancora attivi dopo la revoca?
La situazione degli istituti paritari coinvolti nel piano di ispezioni e le criticità legate alla revoca della parità scolastica.
Il fenomeno dei diplomifici continua a destare profonda preoccupazione nel sistema scolastico italiano, con oltre 900 nuovi iscritti registrati in corso d'anno. Ne parla Tuttoscuola in un suo recente articolo. Nonostante l'annunciata revoca della parità per numerose strutture tra Campania, Lazio e Sicilia, molti istituti paritari proseguono le proprie attività sfruttando i tempi tecnici di attuazione delle nuove riforme ministeriali.
La resistenza degli istituti senza requisiti
Delle 54 strutture per le quali era stata disposta la chiusura nel giugno 2024, ben 24 risultano ancora pienamente operative. I dati estratti dal portale ministeriale "Scuola in chiaro" al 9 febbraio 2026 confermano che il 44% degli istituti sanzionati ha mantenuto la propria attività. In alcuni casi, le scuole hanno attuato un vero e proprio riciclo operativo, cambiando denominazione ma mantenendo la medesima sede e i medesimi indirizzi di studio.
L’analisi dei flussi scolastici evidenzia un incremento di 914 unità tra gli iscritti al quinto anno rispetto all'inizio del percorso didattico. Questo aumento suggerisce l'attivazione di esami di idoneità ad anno inoltrato, una pratica che la recente normativa intende contrastare ma che trova ancora spazi di manovra.
Il ritardo normativo e gli esami di idoneità
L'efficacia della legge 79 (conversione del DL 45/2025) contro i diplomifici subisce un rallentamento temporale. Sebbene la norma preveda restrizioni severe, la sua piena applicazione è slittata all'anno scolastico 2026/27. Il decreto ministeriale 218/2025 ha infatti stabilito che le prove di idoneità debbano svolgersi in un'unica sessione da concludersi prima dell'inizio delle lezioni, ma tale vincolo non è ancora operativo per la sessione corrente.
Strategie di elusione e cessione degli iscritti
Le recenti cronache segnalano inoltre dinamiche di trasferimento degli studenti tra istituti. In un caso specifico, un incremento di circa 300 iscritti presso una struttura "salvata" dal Consiglio di Stato sarebbe riconducibile alla cessione di alunni da parte di un istituto che ha perso definitivamente la parità. Questa strategia permette agli studenti di sostenere l'esame di maturità presso una sede autorizzata, aggirando di fatto gli effetti del provvedimento di revoca.