Luisa Ranieri: "Scuola abbandonata, docenti eroi senza fondi"
L'attrice, volto di Eugenia Carfora su Rai1, denuncia decenni di tagli all'istruzione pubblica e difende il valore degli insegnanti italiani.
In occasione del debutto della fiction Rai1 "La Preside", Luisa Ranieri analizza lo stato dell'istruzione in Italia. Interpretando Eugenia Carfora, l'attrice evidenzia l'eccellenza del corpo docente contrapposta a decenni di mancati investimenti infrastrutturali e strutturali, lanciando un appello trasversale alla politica.
Luisa Ranieri diventa Eugenia Carfora su Rai1
Il ritorno dell'artista partenopea sulla rete ammiraglia, previsto per la serata del 12 gennaio, coincide con una narrazione di forte impatto sociale. Nella nuova produzione televisiva, Luisa Ranieri presta il volto a Eugenia Carfora, figura realmente esistente e simbolo di resistenza civile. La dirigente scolastica di Caivano è nota alle cronache per aver convertito un istituto degradato in un autentico presidio di legalità e cultura, operando in un territorio complesso. L'interpretazione non si limita alla recitazione, ma diventa veicolo per accendere i riflettori sulle condizioni reali in cui versano gli istituti italiani, spesso tenuti in piedi solo dalla forza di volontà del personale.
La denuncia sui mancati investimenti nella scuola
Durante la fase di studio e documentazione per il ruolo, l'attrice ha maturato una visione critica e disincantata del sistema educativo nazionale. Ai microfoni di Fanpage, la protagonista de La Preside ha sottolineato come, negli ultimi trent'anni, l'istruzione sia stata sistematicamente ignorata dalle leggi di bilancio. Nonostante l'Italia possa vantare i professori più preparati e motivati, capaci di formare menti brillanti, le strutture fisiche sono al collasso. La carenza denunciata è totale e trasversale a ogni schieramento politico – destra, sinistra o centro – spaziando dalla mancanza di beni essenziali come la carta igienica fino alla fatiscenza degli edifici scolastici stessi.
Precariato e fuga dei cervelli: un’analisi amara
Intervenendo sulla piattaforma SuperGuidaTv, l'interprete ha ampliato la riflessione toccando il nervo scoperto del reclutamento docenti e del precariato storico. Secondo l'analisi dell'attrice, la situazione attuale è il risultato di una mala gestio finanziaria pluridecennale che non riconosce alla scuola il suo ruolo primario: quello di fucina per i cittadini del domani.
Ecco i punti critici sollevati dall'attrice riguardo il sistema scolastico:
Fuga di competenze: Gli studenti italiani sono spesso i più preparati e ricercati all'estero, sintomo di una formazione eccellente ma non valorizzata in patria.
Salari inadeguati: Gli stipendi degli insegnanti non riflettono l'importanza cruciale del loro ruolo nella struttura sociale.
Evasione e risorse: La scarsità di fondi ("la coperta è corta") è aggravata dall'evasione fiscale, che sottrae risorse vitali agli investimenti strutturali.
Educazione digitale ed empatia: il confronto con Ferilli
Il dibattito sull'istruzione ha toccato anche le pagine de Il Messaggero, dove è emerso un confronto a distanza con la collega Sabrina Ferilli. Mentre quest'ultima sosteneva la necessità di introdurre l'educazione digitale, Luisa Ranieri ha spostato il focus sull'aspetto umano. Secondo l'attrice, più che una patente per i social, la scuola dovrebbe avere le risorse per rieducare i giovani all'empatia e all'affettività, integrando sportelli psicologici e supporto umano. Rifiutando ogni ipotesi di competizione tra fiction, Ranieri ha concluso con un elogio alla scuola pubblica, frequentata anche dalle sue figlie: un sistema che, pur mancando di gesso e materiali, regge grazie alla straordinaria competenza dei suoi docenti.