Maltrattamenti sui minori a Bari: le denunce delle madri contro l'insegnante
Un’inchiesta giudiziaria scuote una scuola dell'infanzia di Bari. I genitori denunciano punizioni umilianti e traumi psicologici nei minori.
La Procura indaga su presunti episodi di abuso dei mezzi di correzione avvenuti in una scuola dell'infanzia di Bari. Le testimonianze delle famiglie descrivono un clima di terrore che ha causato gravi disagi emotivi ai piccoli alunni coinvolti, facendo emergere l'ipotesi di sistematici maltrattamenti minori.
Le indagini per abuso dei mezzi di correzione a Bari
L'inchiesta ha preso il via in seguito alle segnalazioni dei genitori di alcuni alunni che frequentano un istituto nel capoluogo pugliese. Al centro del procedimento giudiziario si trova un'insegnante accusata di aver utilizzato metodi punitivi ritenuti eccessivi e lesivi della dignità dei bambini. Secondo gli inquirenti, le condotte ipotizzate configurano il reato di abuso dei mezzi di correzione, con l'aggravante di aver agito su soggetti in tenera età.
I segnali di maltrattamenti minori nei comportamenti infantili
Le madri dei piccoli coinvolti hanno riferito cambiamenti drastici nel comportamento dei figli. Tra i sintomi più comuni sono stati riscontrati:
Regressione nel controllo sfinterico (episodi di enuresi notturna e diurna).
Disturbi del sonno e rifiuto di dormire in autonomia.
Terrore del buio e stati d'ansia generalizzati.
Questi campanelli d'allarme hanno spinto le famiglie a confrontarsi, scoprendo che molti bambini condividevano i medesimi timori e raccontavano episodi analoghi legati alla permanenza scolastica.
Il sistema punitivo e l'uso dello stanzino
Dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri, è emerso che i bambini venivano spesso isolati in uno sgabuzzino buio, identificato come il locale delle cisterne, per lunghi periodi. Oltre alla privazione della luce, i minori subivano minacce verbali legate a figure spaventose, come il fantomatico "Don Oronzo", utilizzato per indurre l'obbedienza attraverso il timore. Nonostante la gravità degli episodi riportati, la docente risulterebbe essere ancora in servizio, alimentando la preoccupazione dei genitori costituitisi parte civile.
Le conseguenze psicologiche e la richiesta di giustizia
L'obiettivo delle famiglie non riguarda il risarcimento economico, ma la tutela della sicurezza dei minori. Molti dei bambini coinvolti hanno iniziato percorsi terapeutici per superare i traumi derivanti dai presunti maltrattamenti minori. La richiesta dei genitori è chiara: l'interdizione dell'insegnante per evitare che simili episodi possano ripetersi ai danni di altri alunni. Il processo prosegue con l'ascolto delle parti offese e l'analisi delle prove raccolte durante la fase istruttoria.