Manovra 2026: quali sono i tempi e i rischi dell'approvazione finale?

Ecco cosa accade se la Manovra 2026 non viene votata entro il 31 dicembre e quali sono i rischi concreti dell'esercizio provvisorio.

19 dicembre 2025 18:00
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Manovra 2026
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La Manovra 2026 affronta una corsa contro il tempo per l'approvazione definitiva. Con il voto previsto a fine dicembre (23 dicembre), il Governo punta ad evitare l'esercizio provvisorio dello Stato. Ecco l'iter parlamentare e le possibili conseguenze di un ritardo nella pubblicazione ufficiale.

Iter parlamentare della manovra 2026

Il testo dovrebbe approdare nell'aula del Senato il 22 dicembre, con il voto finale atteso per il giorno successivo. Successivamente, la Camera dovrà confermare il provvedimento senza modifiche per rispettare la scadenza. Nonostante la pausa natalizia, il calendario rimane serrato per garantire la pubblicazione in Gazzetta entro la mezzanotte del 31 dicembre. Il rallentamento attuale è dovuto al numero di emendamenti e al recente maxi-emendamento governativo, che ha portato il valore complessivo della manovra economica da 18,7 a circa 22 miliardi di euro.

Rischi e conseguenze dell'esercizio provvisorio

Se la legge non riceve il via libera entro fine anno, scatta l'esercizio provvisorio, una misura straordinaria limitata a quattro mesi. Durante questa fase, disciplinata dall'articolo 81 della Costituzione, l'Esecutivo può gestire esclusivamente l'ordinaria amministrazione. Questo scenario, che non si verifica dal 1988, comporterebbe forti limitazioni operative per il Paese:

  • Nessuna variazione di bilancio ammessa.

  • Spese limitate rigorosamente ai dodicesimi.

  • Blocco delle nuove misure economiche.

L'obiettivo prioritario resta dunque evitare questa paralisi amministrativa.

Cause del rallentamento e polemiche politiche

Il cammino della legge di bilancio ha subito frenate a causa di integrazioni dell'ultimo minuto. Il Governo ha presentato un maxi emendamento omnibus da 3,5 miliardi per sostenere le imprese, richiedendo nuovi esami in Commissione. Le opposizioni contestano la riscrittura del testo in extremis, denunciando una gestione caotica dei tempi parlamentari. Nonostante le tensioni, la maggioranza punta a blindare il testo con il voto di fiducia per assicurare la continuità finanziaria. Il rispetto della tabella di marcia è essenziale per l'entrata in vigore dal 1° gennaio.

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