Maturità 2026 e stress: cosa rivela l’indagine di Skuola.net sulle abitudini dei candidati
Maturità 2026 e stress mettono alla prova i candidati: aumentano caffeina, insonnia e pressione emotiva prima dell’esame
La Maturità 2026 e stress stanno diventando un binomio difficile per molti studenti. L’attesa dell’esame non porta solo ripasso, interrogazioni simulate e programmi da completare, ma anche ansia, stanchezza e paura del giudizio. Secondo l’indagine di Skuola.net con l’Associazione Nazionale Di.Te., molti maturandi vivono questa fase come una sfida personale, spesso senza riuscire a condividere il proprio disagio con qualcuno.
Maturità 2026 e stress: la paura di non essere abbastanza
Tre candidati su quattro raccontano sentimenti di sconforto, fuga e pressione interiore. Il dato più significativo riguarda il giudizio verso se stessi: per il 67% degli studenti è proprio l’autocritica la principale fonte di ansia. Il voto finale, quindi, non viene percepito solo come una valutazione scolastica, ma come una misura del proprio valore. Sei ragazzi su dieci, inoltre, affrontano i momenti più difficili senza confidarsi, aumentando il senso di isolamento.
Caffeina, sonno e abitudini fuori controllo
Per sostenere giornate di studio sempre più lunghe, il 47% dei maturandi aumenta il consumo di caffè, bevande energizzanti e altri supporti percepiti come utili alla concentrazione. Quasi due studenti su tre dichiarano bioritmi alterati, mentre il 42% dorme pochissimo. Anche il rapporto con il cibo cambia: alcuni cercano conforto negli spuntini continui, altri perdono appetito. Tra i segnali più comuni emergono:
insonnia e risvegli frequenti
fame nervosa o chiusura dello stomaco
uso eccessivo di caffeina e nicotina
Smartphone e ansia maturandi: quando i social peggiorano la tensione
Lo smartphone diventa spesso una via di fuga immediata, ma non sempre aiuta davvero. Oltre il 38% degli studenti usa di più i dispositivi, cercando sollievo nello scorrimento dei social. Per il 29%, però, l’iper-connessione aumenta lo stress, perché espone a confronti continui, aspettative esterne e notifiche costanti. In questo circolo, social, dopamina e ansia maturandi finiscono per alimentarsi a vicenda, riducendo la capacità di recupero mentale.