Maturità 2026: gli studenti non fanno scena muta, ma leggono alle commissioni un documento di protesta
Alla Maturità 2026 la Rete degli Studenti Medi legge un documento alle commissioni contro il colloquio orale e la valutazione.
Una nuova forma di mobilitazione attraversa le scuole italiane. Durante la Maturità 2026 alcuni candidati hanno chiesto di leggere un documento alle commissioni d'esame, facendolo mettere a verbale. L'iniziativa nasce dalla Rete degli Studenti Medi, è partita dalle Marche e sta raggiungendo altre regioni. Non è una vera contestazione, ma una riflessione sui limiti del nuovo esame.
Da dove nasce la protesta degli studenti
La protesta degli studenti non assume i toni dell'anno scorso. Con la riforma approvata mesi fa, chi avesse fatto scena muta al colloquio sarebbe stato bocciato. Per questo i ragazzi hanno scelto una via diversa: un testo letto alla commissione, previa richiesta di metterlo a verbale al termine dell'orale. Il messaggio è chiaro fin dalle prime righe: «L'Esame di Stato rappresenta simbolicamente uno dei momenti più importanti del percorso scolastico di ogni studente. Proprio per questo motivo ritengo che sia anche un'occasione per riflettere sul sistema educativo che abbiamo vissuto in questi anni». L'obiettivo dichiarato è aprire un dibattito costruttivo, non interrompere le prove.
Maturità 2026, la riflessione letta in commissione
Il documento della Maturità 2026 mette sotto accusa il colloquio orale, una delle principali novità del nuovo esame. Secondo i candidati la prova rischia di trasformarsi in una maxi interrogazione che premia la memoria più della capacità di collegare i contenuti. Anche il curriculum dello studente e il sistema dei crediti finiscono nel mirino: «Anche il sistema dei crediti e del curriculum può contribuire ad amplificare differenze sociali ed economiche già presenti nella realtà del nostro Paese». Sotto esame pure il modello di valutazione, accusato di generare pressione, stress e disagio psicologico.
Le criticità segnalate dai candidati
Nel testo i ragazzi elencano i punti più discussi del nuovo esame. Le criticità riguardano sia l'ammissione sia lo svolgimento delle prove, con un'attenzione costante al benessere di chi affronta la Maturità. Ecco i nodi principali messi a verbale dagli studenti:
il peso della Formazione Scuola Lavoro come requisito di ammissione;
il colloquio percepito come una semplice interrogazione di memoria;
il ruolo del Curriculum dello Studente e del Capolavoro nel voto finale;
le forti pressioni psicologiche legate all'esame.
Per i candidati le recenti modifiche del Ministero non risolvono questi problemi e in alcuni casi rischiano di rafforzare una scuola troppo legata al voto.
Le parole della Rete degli Studenti Medi
A spiegare il senso del gesto è Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi. «Abbiamo scelto di portare questa riflessione durante il colloquio orale perché crediamo che la scuola debba essere anche uno spazio di partecipazione e confronto. La Maturità è il momento conclusivo di un percorso importante, ma rappresenta anche un'occasione per interrogarsi sul modello di scuola che vogliamo costruire». La coordinatrice insiste sul pensiero critico e sulla crescita personale: «Oggi il sistema di valutazione continua a essere troppo legato alla performance e al voto, mentre dovrebbe valorizzare maggiormente il percorso di crescita». Il fine ultimo resta un confronto sul futuro della scuola.
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