Maturità 2026: il sondaggio sulle tracce di Skuola.net rivela il malcontento degli studenti
La Maturità 2026 divide i candidati: molti studenti non avevano studiato Pavese e Brancati e hanno scelto l’attualità.
La Maturità 2026 è partita con una prima prova che ha lasciato molti studenti, maturandi e candidati in difficoltà. Secondo un sondaggio di Skuola.net su circa mille ragazzi, il 51% ha bocciato le tracce di italiano. Il nodo più forte riguarda gli autori scelti per l’analisi del testo: Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, spesso poco trattati o mai affrontati in classe.
Maturità 2026, perché le tracce hanno creato problemi
Il malcontento nasce soprattutto dal divario tra programmi, scuola e prova scritta. Circa tre maturandi su quattro hanno dichiarato di non aver studiato abbastanza Pavese e Brancati per scriverne con sicurezza. Molti hanno così escluso subito l’analisi del testo. Anche il tema argomentativo ha creato dubbi: quasi metà dei candidati non aveva discusso in classe gli argomenti storici e sociali proposti. Le maggiori criticità sono state:
Autori poco affrontati durante l’anno scolastico;
Temi storici complessi e non sempre collegati al programma svolto;
Sensazione di distanza tra richieste ministeriali e lavoro in classe.
Pavese e Brancati spiazzano gli studenti
La traccia più temuta è stata la poesia Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese, indicata come la più difficile da oltre un ragazzo su tre. Subito dopo, molti hanno trovato ostico il discorso di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente del 1946. Sui social sono emersi commenti duri: “Ma chi l’ha mai studiato Brancati? Noi in classe siamo arrivati a malapena a D’Annunzio!”. Altri hanno scritto: “Pavese in poesia è stato un colpo basso, ho letto la traccia tre volte e poi ho rinunciato, non si capiva niente”.
Tracce italiano: l’attualità aiuta molti candidati
A salvare parte della mattinata è stata la tipologia dedicata all’attualità, scelta da chi voleva evitare un tema troppo legato al nozionismo letterario. Lo spunto sull’incanto, tratto da un articolo di Wenke Husmann, ha convinto un quarto degli intervistati. Un commento riassume il clima: “Meno male che c’era la traccia sull’incanto, mi ha letteralmente salvato la prova e forse anche il diploma”. Nel complesso:
Il 51% ha bocciato tutte le tracce;
Il 27% ne ha apprezzate solo alcune;
Il 16% ne ha salvata una;
Il 6% ha gradito l’intero pacchetto.