Maturità 2026, l'intelligenza artificiale guida lo studio di tre alunni su quattro
Verso la Maturità 2026 i chatbot guidano la preparazione di tre maturandi su quattro e ridisegnano gruppi di studio e ripasso.
A pochi giorni dalla prima prova scritta, la Maturità 2026 diventa un test anche per i chatbot. Mai come quest'anno strumenti come ChatGPT hanno cambiato le abitudini di studio dei maturandi. Un osservatorio di Skuola.net su circa mille studenti di quinto superiore fotografa una generazione che ormai dialoga ogni giorno con l'intelligenza artificiale per prepararsi all'esame di Stato.
Quanti studenti usano l'IA per la Maturità 2026
La fotografia è netta. Il 47% dei candidati usa l'IA ogni giorno per studiare, una quota quasi raddoppiata rispetto al 27% di due anni fa. A questi si aggiunge un altro 27% che la consulta in modo saltuario. Il risultato è chiaro: tre studenti su quattro hanno avuto a che fare con i chatbot durante l'anno. Solo il 9% dichiara di non averli mai toccati, contro il 24% del 2024. Il salto in avanti racconta quanto velocemente questi strumenti siano entrati nella routine scolastica.
Come è cambiato l'uso dei chatbot
È cambiato soprattutto il modo di rivolgersi a questi strumenti. Fino a due anni fa l'uso più diffuso era farsi scrivere esercizi e testi pronti. Oggi il quadro è più maturo. Il 61% degli utenti abituali chiede schemi, riassunti e spiegazioni mirate per interrogazioni e verifiche. Quasi uno su due (48%) cerca idee e spunti da sviluppare da solo. Il 42% approfondisce argomenti e fa ricerche, mentre il 16% si esercita con quiz e domande. Restano però ampie zone di delega totale:
il 38% si fa svolgere esercizi e problemi pratici;
il 34% affida all'IA temi o riassunti;
il 24% la usa per tradurre o correggere i propri elaborati.
La paura di dipendere dall'algoritmo
La consapevolezza del rischio è diffusa. Tre maturandi su quattro che usano spesso i chatbot ammettono che una dipendenza eccessiva potrebbe ridurre la loro autonomia. Per il 26% il problema è già reale: senza quell'aiuto si sentono meno preparati. Quasi la metà (49%) dice di aver perso qualcosa per strada, pur cercando un equilibrio tra supporto digitale e impegno personale. Solo uno su quattro si sente del tutto capace di fare a meno dell'assistenza artificiale.
I gruppi di studio perdono terreno
L'avanzata dei chatbot tocca anche i rapporti tra compagni. Il 23% degli intervistati dice di non sentire il bisogno di confrontarsi con i coetanei, perché ha già un'intelligenza artificiale con cui dialogare. I gruppi di studio, rito classico della vigilia d'esame, non spariscono ma arretrano. Solo il 17% si riunisce ogni giorno o quasi. Un altro 41% organizza maratone collettive in modo sporadico, di solito prima di una verifica specifica. Il confronto resta, ma cambia forma.
L'IA prima e durante le prove d'esame
Il 77% dei maturandi userà i chatbot anche per arrivare pronto all'esame di Stato. La fetta più grande (34%) li impiegherà per relazioni, riflessioni personali, Curriculum dello studente e materiali del colloquio, come PCTO ed Educazione civica. Un 19% li userà come coach per ripassare le materie orali. Una minoranza punta sulla prima prova (14%) o sulla seconda (11%). Sull'uso durante gli scritti, il 9% è certo di provarci e un altro 11% è ancora indeciso. Le conseguenze, dall'esclusione al voto basso, restano pesanti.