Metal detector a scuola, Piantedosi: 'A breve il piano per la sicurezza annunciato da Valditara'

Piantedosi e Valditara lavorano a una direttiva per introdurre i dispositivi negli istituti a rischio. Cambia l'approccio dei presidi.

27 gennaio 2026 13:00
Metal detector a scuola, Piantedosi: 'A breve il piano per la sicurezza annunciato da Valditara' - Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi
Condividi

È in fase di definizione una nuova strategia governativa per blindare gli istituti. I ministri Piantedosi e Valditara stanno predisponendo una circolare sull'uso del metal detector a scuola, misura richiesta dagli stessi dirigenti per arginare la diffusione di armi bianche tra i banchi.

Sicurezza e metal detector a scuola: la direttiva in arrivo

Si delinea una svolta rigorista nella gestione dell'ordine pubblico all'interno degli edifici scolastici. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di concerto con il titolare del dicastero dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sta finalizzando un pacchetto di misure volto a introdurre controlli sistematici agli ingressi. Il provvedimento, che assumerà la forma di una direttiva congiunta, sarà indirizzato ai prefetti e ai dirigenti scolastici, con l'obiettivo di disciplinare l'installazione e l'utilizzo dei dispositivi di rilevamento metalli, specialmente nelle aree urbane soggette a maggiori criticità.

Durante la presentazione a Roma del saggio “Dalla parte delle divise”, co-firmato con la giornalista Annalisa Chirico, il responsabile del Viminale ha evidenziato un radicale mutamento nella percezione del rischio da parte delle istituzioni educative. Se in passato i presidi difendevano strenuamente l'autonomia scolastica, opponendosi all'ingresso delle forze dell'ordine per non alterare il clima educativo, oggi la narrazione è opposta. Di fronte all'incremento di episodi violenti e al ritrovamento frequente di armi da taglio, sono proprio i vertici degli istituti a invocare un supporto esterno per garantire l'incolumità di studenti e personale.

L'emergenza armi e la tutela della comunità scolastica

La necessità di un intervento strutturale è stata ribadita da Giuseppe Valditara nel corso della kermesse “Idee in movimento” a Rivisondoli. L'approccio del Governo non intende militarizzare la scuola tout court, ma fornire strumenti di difesa passiva laddove la situazione lo richieda imperativamente. L'utilizzo di metal detector mobili viene inquadrato non come atto repressivo, ma come una "esigenza di libertà": la libertà per le famiglie di mandare i figli a scuola senza timori e per i docenti di svolgere la propria professione in un ambiente protetto.

La direttiva mira a standardizzare procedure che, fino ad oggi, erano lasciate alla discrezionalità dei singoli istituti o a iniziative sporadiche, creando un quadro normativo chiaro che bilanci la prevenzione del crimine con il diritto allo studio.

Il dibattito tra pragmatismo dei presidi e dubbi pedagogici

L'ipotesi di introdurre filtri di sicurezza agli ingressi ha sollevato reazioni contrastanti nel mondo della scuola, dividendo gli addetti ai lavori tra chi predilige la praticità e chi teme una deriva autoritaria.

  • La posizione dei Dirigenti (ANP): Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, ha mostrato un'apertura cauta ma pragmatica ai microfoni di Sky Tg24. Pur definendo la misura "completamente nuova" per il contesto italiano, Giannelli non chiude la porta, suggerendo un'analisi "caso per caso". Le perplessità dell'ANP riguardano principalmente la logistica: i costi elevati dei macchinari, la necessità di personale qualificato per gestirli e il rischio di code interminabili all'ingresso. Tuttavia, prevale la linea della salvaguardia della vita umana come priorità assoluta.

  • La critica pedagogica: Di segno opposto il parere di Daniele Novara, direttore del Centro Psicopedagogico per l’educazione. Intervistato dall’Adnkronos, l'esperto ha bocciato senza appello la proposta, definendola "assolutamente negativa". Secondo Novara, blindare gli accessi con il metal detector a scuola snaturerebbe la missione stessa dell'istituzione, trasformando una comunità educante in un luogo di controllo poliziesco. Il pedagogista contesta inoltre l'allarmismo, citando dati europei che vedono l'Italia ancora come uno dei Paesi con i tassi più bassi di violenza scolastica.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail