Milleproroghe scuola: voto decisivo su graduatorie DSGA e dimensionamento

Attesa per l'esame degli emendamenti in Commissione: focus su proroga al 2028 per i direttori amministrativi e gestione della rete scolastica.

15 febbraio 2026 09:30
Milleproroghe scuola: voto decisivo su graduatorie DSGA e dimensionamento - Camera dei Deputati
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Lavori parlamentari in accelerazione per il Milleproroghe scuola: tra il 16 e il 17 febbraio si decide il futuro delle graduatorie DSGA e del dimensionamento degli istituti.

L'iter parlamentare e le scadenze del decreto legge

L'attenzione del mondo dell'istruzione è catalizzata sulle Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e V (Bilancio) della Camera, chiamate a sciogliere i nodi sugli emendamenti presentati al decreto-legge 200/2025. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre, il provvedimento, noto come Milleproroghe, entra nella sua fase cruciale: le votazioni fissate per lunedì 16 e martedì 17 febbraio determineranno l'assetto definitivo del testo che approderà in Aula il prossimo 18 febbraio. Si tratta di un passaggio tecnico ma politicamente sensibile, poiché le modifiche approvate in questa sede diventeranno parte integrante della legge di conversione, influenzando direttamente la gestione amministrativa e organizzativa degli istituti scolastici italiani per il prossimo triennio.

Graduatorie DSGA: verso la proroga al 2028 e lo scorrimento interregionale

Al centro del dibattito vi è la gestione del personale amministrativo di vertice, una figura chiave per il funzionamento delle segreterie scolastiche spesso trascurata dalla narrazione mediatica generalista. L'emendamento segnalato come prioritario, il numero 6.19, interviene direttamente sulle graduatorie di merito del concorso per DSGA (Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi). La proposta normativa punta a estendere la validità della graduatoria relativa al concorso per 1.435 posti (decreto dipartimentale n. 3122/2024) fino al 31 dicembre 2028.

Questa misura, caldeggiata dal sindacato Anief, non si limita a una mera estensione temporale. La ratio dell'intervento è quella di ottimizzare le facoltà assunzionali già autorizzate, operando a invarianza di bilancio e nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene quanto la carenza di un DSGA titolare possa paralizzare l'attività amministrativa, costringendo spesso a soluzioni tampone con "reggenti" o assistenti amministrativi facenti funzione. In tal senso, la proposta include la possibilità di assumere a tempo indeterminato gli idonei anche in regioni diverse da quella di partecipazione, laddove vi siano posti vacanti, replicando il meccanismo della "call veloce" o delle graduatorie aggiuntive già sperimentato per i docenti nel quadro del PNRR. Secondo i dati diffusi da Marcello Pacifico, presidente di Anief, sono oltre 300 le sedi attualmente prive di un direttore titolare, un vuoto organico che rischia di compromettere la gestione dei fondi e dei progetti scolastici.

Dimensionamento e risorse: le altre misure per il Milleproroghe scuola

Oltre alla questione del personale, il pacchetto di emendamenti tocca nervi scoperti dell'organizzazione territoriale. Tra le proposte al vaglio figura un intervento correttivo sul dimensionamento scolastico, tema spinoso per molte amministrazioni locali. L'obiettivo è regolare l'assetto della rete scolastica per il biennio 2025/2026 e 2026/2027, offrendo una finestra temporale più ampia alle Regioni che non hanno ancora completato il processo di riorganizzazione dei plessi.

Parallelamente, si discute la modifica della denominazione del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, ricollegandolo esplicitamente al capitolo di spesa de "La Buona Scuola". Non meno rilevante è la richiesta di proroga al 2026 per l'utilizzo delle risorse accessorie non spese dai Gruppi per l’inclusione territoriale (GIT). Quest'ultimo punto è particolarmente sentito nelle scuole che operano in contesti di fragilità sociale, dove ogni risorsa residua destinata all'inclusione rappresenta uno strumento indispensabile per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. L'esito del voto in Commissione definirà se queste istanze tecniche si tradurranno in legge, offrendo respiro a un sistema scolastico in perenne affanno burocratico.

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