Mobilità dirigenti scolastici 2026/27: sono 767 i dirigenti fuori regione dopo il concorso 2017
Mobilità dirigenti scolastici: il Lazio è la meta più frequente e la Campania registra più assegnazioni fuori regione. Tutti i dettagli.
La mobilità dirigenti scolastici nata dal concorso 2017 resta un nodo aperto per molte scuole. I dati del Libro bianco mostrano sedi insufficienti, trasferimenti non scelti e spostamenti lunghi. Tra i 3.067 dirigenti in servizio, 767 lavorano fuori dalla regione di origine.
Mobilità dirigenti scolastici: i dati dell’esodo
Il “Libro bianco sull’emergenza mobilità dei dirigenti scolastici”, elaborato sulle titolarità Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito e sulle regioni di concorso, considera migrazione e pendolarismo di 1.259 DS indicati “in esilio”. Nel gruppo dei 3.067 dirigenti ancora in servizio, 767 sono in esilio amministrativo, quasi uno su quattro. Il documento distingue due concetti:
“esilio” (amministrativo, professionale, forzato) per indicare il collocamento subito a partire dal 2019, non scelto, semmai accettato, conseguenza diretta della saturazione regionale;
“mobilità interregionale di rientro” o “diritto al ritorno” per indicare la richiesta, di rientrare nella regione di residenza, distinta concettualmente e giuridicamente dall’atto subito all’origine.
Campania, Molise e Basilicata sotto pressione
La Campania è la regione più colpita, con 264 dirigenti scolastici fuori regione. Seguono Lazio, con 134 casi, e Sicilia, con 111; Puglia, Calabria e Abruzzo fanno parte del nucleo più coinvolto. In Campania, Molise e Basilicata oltre sei vincitori su dieci hanno ricevuto una sede lontana dalla residenza. Nel Nord-Est e nelle isole maggiori il tasso resta sotto il 10%. La ragione è la saturazione regionale: molti vincitori e poche sedi disponibili. Il picco cade nel 2019, quando si concentra il 49,6% delle nomine analizzate.
Il Lazio come regione di arrivo e di partenza
Il Lazio è la meta più frequente della mobilità dirigenti scolastici. Ha accolto 79 dirigenti dalla Campania, il 29,8% del flusso campano, anche per una graduatoria rimasta aperta a lungo dopo il contenzioso. Ma è anche la seconda regione di partenza: 134 dirigenti laziali, il 37,9% del totale regionale, hanno avuto una sede fuori area. Questo doppio ruolo mostra i limiti del reclutamento nazionale. Il Lazio ha offerto equilibrio a molti vincitori del Sud, ma ha vissuto a sua volta un forte esodo professionale dei propri dirigenti.
Un effetto domino dal Sud al centro-nord
Le assunzioni del concorso 2017 si sono distribuite dal 2019 al 2023. Le sedi assegnate fuori regione hanno creato un effetto domino: ogni ingresso ha ristretto le possibilità per i candidati locali. Il movimento va quasi solo dal Sud e dalle Isole verso centro e nord, che raccolgono il 33,9% dei flussi. Le tratte più rilevanti sono Campania-Lazio, Campania-Lombardia e Sicilia-Lombardia. Per fermare l’esodo servono organici più vicini ai bisogni reali, procedure rapide e una mobilità interregionale che permetta il rientro senza lasciare scoperte le scuole.
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