NASpI, comunicazione reddito presunto: scadenza entro il 31 gennaio [FAQ]

Entro fine mese va inviato il modello per evitare la sospensione dell’indennità NASpI: ecco la procedura per chi lavora in proprio.

28 gennaio 2026 09:15
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Ultimi giorni per la comunicazione NASpI reddito presunto: entro il 31 gennaio l’INPS attende il modello NASpI-Com da chi ha un’attività autonoma. In caso di mancato invio, scatta il blocco immediato dei pagamenti in attesa di regolarizzazione.

Obbligo dichiarativo e NASpI reddito presunto: il quadro normativo

Il calendario previdenziale segna in rosso la data del 31 gennaio 2025, un termine perentorio che non ammette distrazioni per la vasta platea di beneficiari dell'indennità di disoccupazione impegnati in attività lavorative autonome. Come sancito dal recente Messaggio INPS n. 4353 del 18 dicembre 2024, la continuità dell'erogazione del sussidio è subordinata alla trasparenza sui guadagni previsti per l'anno solare in corso. Non si tratta di una mera formalità burocratica, bensì di un meccanismo di controllo essenziale regolato dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22: l'istituto previdenziale necessita di questi dati per calcolare la riduzione dell'assegno spettante, evitando così erogazioni indebite che in fase di conguaglio potrebbero trasformarsi in pesanti debiti per il cittadino.

La normativa vigente permette la cumulabilità della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego con i redditi da lavoro autonomo, a patto che questi non superino la soglia di 5.500 euro annui. Tuttavia, il legislatore impone che l'indennità venga decurtata di un importo pari all'80% del reddito previsto. In un contesto che ha visto nel 2024 un picco di 2.017.500 beneficiari — record dell'ultimo sessennio secondo l'Osservatorio INPS — la precisione nella comunicazione del reddito presunto diventa l'unico scudo contro i blocchi amministrativi. Chi ha avviato un'impresa o una collaborazione autonoma durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore sociale deve quindi rinnovare la propria dichiarazione all'inizio di ogni anno solare.

Sospensione dell'assegno e conseguenze del mancato invio

L'inerzia amministrativa, in questo frangente, comporta effetti immediati e tangibili sulle tasche dei disoccupati. Qualora il modello NASpI-Com non pervenga ai sistemi dell'Istituto entro la fine del mese, scatta la sospensione cautelativa della prestazione. È fondamentale distinguere tra decadenza e sospensione, come chiarito dalla Circolare INPS n. 94 del 12 maggio 2015: il diritto alla NASpI non viene perso definitivamente, ma il flusso di denaro si interrompe "fino all’acquisizione della nuova comunicazione". Questo significa che il beneficiario si troverà senza accredito mensile fino a quando non sanerà la propria posizione, una situazione che può creare gravi disagi di liquidità.

Questa stretta sui controlli si inserisce in un panorama di vigilanza rafforzata. I dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro dipingono un quadro complesso, con un incremento del 42% delle ispezioni nel 2024 e un tasso di irregolarità elevato. Di conseguenza, l'INPS ha automatizzato le procedure di verifica: il sistema incrocia i dati e, in assenza della dichiarazione di reddito presunto, congela la pratica. Per il lavoratore, ciò implica non solo il ritardo nell'incasso, ma anche il rischio di dover gestire complessi conguagli successivi qualora il reddito effettivo si discosti da quanto stimato o non dichiarato, con la possibilità di dover restituire somme già percepite.

Procedura telematica e gestione delle stime reddituali

Per ottemperare all'obbligo, i cittadini devono utilizzare esclusivamente i canali digitali, accedendo all'area riservata MyINPS tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS). La compilazione del modello telematico richiede l'inserimento di una cifra indicativa dei ricavi che si ipotizza di conseguire entro il 31 dicembre. Sebbene si tratti di una stima, l'esperienza suggerisce prudenza: sottostimare eccessivamente il reddito per evitare una decurtazione immediata della NASpI espone al rischio di dover restituire grosse cifre in un'unica soluzione al momento del ricalcolo finale.

È possibile avvalersi del supporto gratuito di Patronati e intermediari abilitati, una via spesso consigliabile per chi non ha dimestichezza con il portale istituzionale. Va ricordato che la riduzione dell'80% viene applicata per il periodo compreso tra l'inizio dell'attività (o l'inizio dell'anno, se l'attività era preesistente) e la fine dell'indennità. La correttezza di questa comunicazione è il pilastro su cui si regge il patto di fiducia tra Stato e cittadino, garantendo che le risorse del welfare raggiungano chi ne ha diritto, sostenendo al contempo l'iniziativa imprenditoriale e il reinserimento nel mercato del lavoro.

Domande Frequenti (FAQ)

Chi è obbligato a inviare la comunicazione del reddito presunto? Devono inviare la comunicazione tutti i percettori di NASpI che svolgono un'attività lavorativa autonoma o parasubordinata preesistente o avviata durante il periodo di disoccupazione, anche se il reddito previsto è pari a zero.

Cosa succede se non invio il modello NASpI-Com entro il 31 gennaio? In caso di mancato invio entro la scadenza, l'INPS sospende l'erogazione dell'assegno mensile. La prestazione verrà riattivata, comprensiva degli arretrati, solo dopo che l'utente avrà regolarizzato la propria posizione inviando la comunicazione.

Qual è il limite di reddito per mantenere la NASpI lavorando in proprio? Il limite di reddito annuo da lavoro autonomo per mantenere il diritto alla NASpI (seppur ridotta) è di 5.500 euro. Superata questa soglia, si perde il diritto alla prestazione di disoccupazione.

Come viene ricalcolato l'importo della NASpI? L'importo dell'indennità viene ridotto di una somma pari all'80% del reddito presunto dichiarato. Il conguaglio definitivo avverrà l'anno successivo sulla base della dichiarazione dei redditi effettiva.

Posso modificare il reddito presunto durante l'anno? Sì, è possibile e consigliabile inviare una nuova comunicazione NASpI-Com se, nel corso dell'anno, ci si accorge che il reddito effettivo sarà significativamente diverso da quello stimato inizialmente, per evitare debiti o crediti eccessivi con l'INPS.

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