Negata la lode alla maturità: il Tar boccia la commissione e impone il risarcimento

Una studentessa con 100 su 100 si vede negare la lode alla maturità per qualche errore in greco: i giudici ribaltano la decisione.

01 giugno 2026 16:00
Negata la lode alla maturità: il Tar boccia la commissione e impone il risarcimento - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una ragazza di Napoli esce dall'esame con il punteggio pieno, ma la lode alla maturità non arriva. Basta il parere contrario di un solo commissario, che segnala qualche errore nella prova di greco, a fermare il riconoscimento. I genitori fanno ricorso al Tar e, dopo due anni, i giudici danno loro ragione. Il caso insegna una cosa semplice: anche un "no" va spiegato.

Il caso della maturità a Napoli

Tutto nasce all'Esame di Stato del 2023/2024, in un Liceo Classico di Napoli. Una ragazza, allora minorenne, ottiene 100 su 100. I professori le assegnano il massimo in ogni prova, all'unanimità. La lode però sparisce dall'albo pubblicato il 28 giugno 2024. I genitori, come rappresentanti legali della figlia, presentano ricorso contro il Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e la scuola. Per loro la studentessa aveva tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento.

Lode alla maturità negata per qualche errore in greco

La candidata aveva il credito scolastico massimo e il punteggio pieno in ogni prova. Rispettava anche i tre criteri fissati dalla scuola per la lode alla maturità. Eppure un solo membro della commissione si dice contrario. Il motivo? «qualche errore morfologico e sintattico» nella seconda prova di greco, dove però aveva preso 20 su 20. I requisiti richiesti erano chiari:

  • piena padronanza del problem posing e solving;

  • piena applicazione delle conoscenze e abilità acquisite;

  • piena padronanza lessicale e semantica con originalità.

La decisione dei giudici del Tar

Il Tar Campania (sezione IV, sentenza n. 2726/2026 del 22 aprile) parte da un principio. La commissione ha ampia discrezionalità sulla lode e di solito deve motivare solo quando la concede. Ma se lo studente possiede tutti i requisiti, il rifiuto «deve essere sorretto da adeguata e specifica motivazione». Qui la spiegazione si riduce a poche righe. Per i giudici è in «evidente contraddizione» con il 20 su 20 dato alla stessa prova. Se gli errori fossero stati gravi, il voto non sarebbe stato pieno. Dalla correzione emergono solo sottolineature non chiare. Il Tribunale accoglie il ricorso.

Cosa cambia per gli studenti

Il giudice conclude che la valutazione complessiva, eccellente in ogni materia, vale «ad una sottintesa attribuzione della lode». Vengono annullati gli atti e l'amministrazione scolastica deve pagare duemila euro di spese legali. Ora la commissione dovrà rivedere la decisione sulla mancata lode. La regola vale per tutti: anche un rifiuto va motivato bene. Non basta il no di un solo professore quando ogni voto è perfetto. È una tutela concreta per chi affronta la maturità con un percorso brillante.

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