Niscemi: neonata porta il nome della maestra che ha donato una casa alla famiglia

Lieto fine dopo la paura: mamma Claudia omaggia l'insegnante di Niscemi che le ha offerto rifugio chiamando la figlia come lei.

18 febbraio 2026 09:00
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E' nata la piccola Amalia, che porta il nome della docente protagonista di un grande gesto di solidarietà a Niscemi. La maestra ha aperto la sua casa alla famiglia della bimba, rimasta senza tetto dopo i cedimenti del terreno e l'emergenza idrogeologica.

L'emergenza abitativa dopo la frana di Niscemi

Quando la terra trema o scivola via sotto i piedi, la prima cosa che si perde è la certezza del domani. È quanto accaduto a Niscemi, centro del nisseno duramente colpito da recenti dissesti idrogeologici che hanno costretto diverse famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Tra gli sfollati figura Claudia Lacatus, trentatreenne di origine rumena ma residente in Sicilia da un decennio. La donna, fino a pochi giorni fa all’ottavo mese di gravidanza, risiedeva in affitto in un immobile situato nel cuore della zona dichiarata a rischio.

La situazione per Claudia era di estrema criticità: non doveva proteggere solo sé stessa, ma anche tre bambini piccoli — due gemelli di dieci anni e un fratellino di otto — e la vita che portava in grembo. L’ordinanza di sgombero ha cancellato in un istante la loro quotidianità, proiettandoli in un limbo di precarietà abitativa proprio alla vigilia del parto. È in questo contesto di fragilità sociale, aggravato dall'emergenza infrastrutturale, che le istituzioni scolastiche si sono rivelate un presidio fondamentale di tenuta comunitaria, andando ben oltre il semplice ruolo educativo.

Il gesto di Amalia Scifo: quando la scuola diventa famiglia

La risposta all'appello silenzioso di Claudia è arrivata da Amalia Scifo, insegnante del luogo che conosceva la situazione familiare poiché uno dei figli della donna è un suo alunno alla scuola dell'infanzia. La docente, pur essendo stata toccata indirettamente dal disastro — lo studio del marito e le case di alcuni parenti stretti ricadono nella "zona rossa" — non ha esitato a mobilitarsi. Dopo aver messo al sicuro i propri familiari anziani nella sua abitazione principale, ha deciso di aprire le porte della sua villetta di campagna alla famiglia Lacatus.

Il trasferimento nella residenza rurale, situata in un'area geologicamente sicura fuori dal perimetro urbano di Niscemi, ha rappresentato una svolta. «Era fondamentale garantire loro un ambiente caldo e stabile», ha dichiarato l'insegnante, minimizzando l'eccezionalità del suo intervento e inquadrandolo come un'estensione naturale dell'etica scolastica. Per i bambini, questo ha significato poter tornare a giocare e dormire sonni tranquilli, lontani dalle crepe e dai timori dei giorni precedenti, in attesa che la burocrazia e gli enti preposti individuino soluzioni abitative definitive a lungo termine.

Una nuova vita all'ospedale di Gela: benvenuta Amalia Patrizia

Il legame tra le due donne si è indissolubilmente sigillato nelle scorse ore all'Ospedale di Gela, dove è avvenuto il parto. La decisione sul nome della nascitura era stata presa ancor prima del travaglio, come segno di immensa gratitudine: la bambina è stata chiamata Amalia. A questo primo nome se ne aggiunge un secondo, carico di un significato intimo e doloroso per la docente: Patrizia.

La scelta di chiamare la neonata Amalia Patrizia rappresenta un omaggio completo alla benefattrice e alla memoria di sua sorella, prematuramente scomparsa. Un intreccio di destini che trasforma il lutto in rinascita. La maestra Scifo è stata una presenza costante nel reparto maternità, accogliendo la piccola come una nipote acquisita. Mentre Niscemi attende ancora risposte strutturali per la messa in sicurezza del territorio, questa storia ricorda che il tessuto sociale della città possiede fondamenta ben più solide del terreno su cui poggia.

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