Nucleare in Italia: il governo accelera sul ritorno, chi sarebbe favorevole [Sondaggio]

Il nucleare in Italia torna protagonista: la legge delega arriva in Aula e l'esecutivo punta sui piccoli reattori modulari per la produzione futura.

02 giugno 2026 15:00
Nucleare in Italia: il governo accelera sul ritorno, chi sarebbe favorevole [Sondaggio] -
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Il nucleare in Italia torna al centro dell'agenda politica. La legge delega che fissa le prime regole per il ritorno dell'atomo approda in Aula per la prima lettura e dovrebbe essere approvata entro l'estate. Il governo, intanto, studia già come arrivare alla produzione vera e propria di energia.

La legge delega arriva alla Camera

Il percorso parte dal Parlamento. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che l'iter inizia alla Camera dei deputati. L'obiettivo è creare le basi giuridiche per riaprire alla produzione. Come ha detto il ministro, serve "definire un quadro giuridico perché poi si possano fare le valutazioni per l'avvio di produzione di energia da fonte di nuovo nucleare". Dopo il via libera arriveranno i decreti attuativi, con le procedure per le localizzazioni e le regole tecniche di sicurezza. I tempi restano lunghi: nessun impianto vedrà la luce prima della fine del decennio.

Cosa sono i piccoli reattori modulari

Il cuore del piano sono i piccoli reattori modulari, noti con la sigla SMR (Small Modular Reactors). Sono mini impianti più flessibili e meno costosi delle vecchie centrali chiuse dopo il referendum del 1987. Pichetto li chiama "nuovo nucleare" proprio per segnare la distanza dal passato. In Europa, però, non esiste ancora un modello operativo: gli unici attivi si trovano in Russia, Cina e Giappone. La tecnologia, secondo le stime, sarà disponibile tra la fine di questo decennio e l'inizio del prossimo. Un orizzonte ancora lontano, ma su cui il governo vuole arrivare preparato.

L'intesa con Fincantieri per le navi

Il governo guarda anche al mare. Insieme a Fincantieri, colosso del settore navale, sta valutando la possibilità di realizzare navi mercantili dotate dei nuovi reattori. Si parla di impianti molto piccoli, da 10-15 MW. Non è una novità assoluta: da ottant'anni i sommergibili russi e americani usano la propulsione nucleare. Il ragionamento è ancora alle prime fasi, ma indica la direzione scelta: applicazioni concrete e flessibili, accanto alle centrali fisse pensate per il territorio.

I vantaggi secondo il governo

Pichetto elenca diversi motivi a favore dell'atomo. Il punto centrale è ridurre la dipendenza dall'estero e tutelare il territorio. Ecco gli argomenti principali:

  • Autonomia: oggi l'Italia importa l'80% dell'energia che consuma;

  • Spazio ridotto: un reattore da 300 MW occupa 3-4 ettari, contro i 3.000 campi di calcio necessari al fotovoltaico per la stessa resa;

  • Continuità: per il ministro le rinnovabili, pur essenziali, non bastano da sole a garantire una fornitura stabile.

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