Nucleare in Italia: si va verso un nuovo referendum?
Pichetto Fratin sul nucleare in Italia: decreti entro Natale, reattori di piccola taglia e l'ipotesi di un nuovo referendum
Il nucleare in Italia torna al centro della politica. Dopo il via libera della Camera al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin spiega perché il governo Meloni vuole rilanciare l'atomo nell'ultimo anno di mandato. Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di un nuovo referendum.
Il voto della Camera e i decreti entro Natale
Il sì della Camera è arrivato giovedì 4 giugno: 155 voti favorevoli dalla maggioranza e da Azione, 8 astenuti di Italia Viva e 86 contrari tra Pd, M5S e Avs. Ora il testo passa al Senato. Il governo vuole accelerare sui decreti attuativi. Il ministro lo dice chiaro: "per poter produrre nella metà del prossimo decennio bisogna approntare gli strumenti oggi". Ha un anno di tempo, ma promette di presentarli prima di Natale. Gli esperti, però, frenano: il primo reattore difficilmente sorgerà prima del 2035.
Verso un nuovo referendum sul nucleare
A quindici anni dall'ultimo no alle urne, il governo rilancia. Per il ministro è una scelta di coraggio: "Non si fa quello che è popolare, ma ciò che è giusto per il Paese". Pichetto Fratin ricorda che oggi l'Italia non è autonoma sul fronte energetico e importa una quota rilevante di elettricità, in buona parte dal nucleare francese. Sull'ipotesi di un terzo voto popolare resta tranquillo: "massimo rispetto per le scelte dei cittadini". E aggiunge che, se servirà un nuovo referendum, "saremo in grado di spiegare che non c'è nulla da temere". La parola, di nuovo, potrebbe tornare ai cittadini.
Cosa sono gli Small modular reactors e il nodo delle scorie
Al centro del progetto ci sono gli Small modular reactors (Smr): reattori più piccoli, economici e flessibili delle grandi centrali. In Europa non esiste ancora un modello operativo, quindi l'Italia farebbe da apripista. Il ministro parla di moduli "da 300 MegaWatt, grande quanto tre o quattro campi da calcio". Resta aperto il tema delle scorie delle vecchie centrali, oggi in Francia a vetrificare fino al 2040. Una volta rientrate, saranno custodite in spazi sorvegliati e, secondo il ministro, "domani saranno combustibile per i nuovi reattori".
Il nodo dell'uso militare del nucleare
Le opposizioni hanno protestato davanti a Montecitorio con un flash mob. Il deputato di Avs Angelo Bonelli ha denunciato una "grave bocciatura" di un emendamento per escludere ogni uso militare dell'atomo e ha chiesto chiarimenti alla premier Giorgia Meloni. La risposta del ministro è netta: "Abbiamo escluso categoricamente la "diversione" di materiale, impianti e tecnologie per produrre armi nucleari". Pichetto Fratin ammette che esistono ricerche collegate alla difesa, ma precisa: "non in un'ottica offensiva". Il fronte del nucleare resta quindi solo civile.