Nuovi profili ATA: ennesimo rinvio al 2027, la protesta della FLC CGIL

Slitta ancora l'attivazione delle figure di operatore scolastico ed elevate qualificazioni. Il sindacato annuncia battaglia legale contro il Governo.

11 febbraio 2026 18:15
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Terzo slittamento per l'introduzione dei nuovi profili ATA: l'ultimo decreto PNRR sposta l'attivazione delle figure professionali al settembre 2027. Durissima la reazione della FLC CGIL che denuncia il mancato rispetto del contratto collettivo e minaccia azioni legali a tutela dei lavoratori.

Il decreto PNRR congela la riforma del personale scolastico

L'attesa per la modernizzazione delle carriere all'interno delle scuole italiane dovrà protrarsi ancora per anni. Quello che si profila all'orizzonte è un percorso a ostacoli per il personale ATA, il cui aggiornamento professionale sembra essere finito in un vicolo cieco legislativo. Originariamente, l'introduzione delle figure di operatore scolastico e del funzionario EQ (Elevate Qualificazioni) era stata calendarizzata dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il primo maggio 2024.

Tuttavia, le scadenze sono state disattese sistematicamente. Dopo un primo differimento al settembre 2025 e un secondo al settembre 2026, l'esecutivo è intervenuto nuovamente sulla materia. Attraverso l'ultimo decreto legge PNRR, la decorrenza è stata posticipata ulteriormente, fissando il nuovo termine a settembre 2027. Una decisione che congela di fatto l'evoluzione organizzativa delle segreterie e dei servizi ausiliari per un triennio abbondante rispetto ai patti iniziali.

Nuovi profili ATA: fondi dirottati e conferma dei tagli

La questione non è meramente burocratica, ma investe la dignità lavorativa e la gestione delle risorse economiche. La Federazione Lavoratori della Conoscenza (FLC CGIL) ha espresso una condanna netta verso l'operato del Governo, definendo l'atteggiamento dell'esecutivo "irrispettoso delle relazioni sindacali". Secondo l'analisi del sindacato, vi sarebbe una precisa responsabilità condivisa tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero dell'Istruzione.

L'accusa centrale mossa dalle parti sociali riguarda la mancata applicazione delle clausole contrattuali già sottoscritte. I fondi specifici, che avrebbero dovuto finanziare l'ingresso dei nuovi profili ATA, verrebbero utilizzati diversamente, privando i dipendenti di benefici attesi ormai da tre anni. A rendere il quadro ancor più critico è la contestuale conferma del taglio agli organici: mentre si rinvia l'innovazione, viene ratificata la soppressione di oltre 2.000 posti di lavoro nel settore, depotenziando la capacità operativa delle istituzioni scolastiche.

La via giudiziaria e l'appello al Parlamento

Di fronte a quello che viene percepito come un "comportamento lesivo", la FLC CGIL ha delineato una strategia di contrasto su due livelli. In prima istanza, verrà lanciato un appello alle forze politiche in Parlamento affinché non convertano in legge la norma contenuta nel decreto, definita un "insulto alle lavoratrici e ai lavoratori".

Qualora la via legislativa non dovesse portare a un ripensamento, il sindacato ha confermato l'intenzione di percorrere la via giudiziaria. L'obiettivo è obbligare l'amministrazione a onorare ciò che è stato sottoscritto. La narrazione che emerge è quella di una categoria, quella del personale ATA, che si sente considerata una "professionalità trascurabile", soggetta a decisioni che ne umiliano le aspettative di crescita e riconoscimento professionale.

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