Nuovo Bonus Mamme: domande integrative entro il 31 gennaio 2026

L’INPS aggiorna la procedura telematica per il recupero delle mensilità arretrate: requisiti e istruzioni per le lavoratrici aventi diritto.

16 gennaio 2026 11:00
Nuovo Bonus Mamme: domande integrative entro il 31 gennaio 2026 - Bonus Mamme
Bonus Mamme
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Con il recente messaggio n. 147 del 15 gennaio 2026, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha comunicato l’aggiornamento funzionale della piattaforma dedicata al nuovo Bonus Mamme. Le beneficiarie possono ora trasmettere istanze integrative per recuperare le quote mensili precedentemente non incluse nella richiesta originaria.

Nuovo Bonus Mamme: come integrare la domanda INPS

L'ente previdenziale ha implementato una specifica funzionalità tecnica per consentire alle utenti di perfezionare le richieste già trasmesse. Nello specifico, le lavoratrici che hanno già inviato l'istanza possono accedere nuovamente al portale per aggiungere periodi di spettanza che erano rimasti esclusi. La procedura telematica, essenziale per non perdere il diritto alle somme arretrate, deve essere completata imperativamente entro la data di scadenza del 31 gennaio 2026. Per effettuare l'operazione è necessario navigare sul portale ufficiale www.inps.it attraverso il percorso "Sostegni, Sussidi e Indennità", selezionando successivamente la voce "Per genitori" e infine il servizio dedicato al Nuovo Bonus mamme. L'istituto ha inoltre preannunciato che, con una comunicazione futura, verrà attivata anche la funzione di "Riesame" per gestire le domande respinte o accolte solo parzialmente.

Requisiti di accesso e limiti reddituali per le lavoratrici

Il sussidio economico non è universale, ma è circoscritto a precise categorie di contribuenti che soddisfano requisiti anagrafici e lavorativi stringenti. L'agevolazione si rivolge alle lavoratrici dipendenti (con l'esplicita esclusione del settore domestico) e alle lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, limitatamente ai mesi in cui risulta attiva l'iscrizione. Un criterio fondamentale riguarda la composizione del nucleo familiare: il beneficio scatta in presenza di almeno due figli. Nel caso di due figli, il più giovane deve avere un'età inferiore ai 10 anni, mentre per nuclei con tre o più figli, la soglia anagrafica del figlio più piccolo si alza fino ai 18 anni. A questi vincoli si aggiunge un tetto economico: il reddito da lavoro annuo della richiedente non deve superare la soglia di 40.000 euro per l’anno di competenza 2025.

L’estensione del sussidio a precari e personale scolastico

Un aspetto cruciale chiarito dalla normativa riguarda l'inclusione delle tipologie contrattuali non stabili. Il nuovo Bonus Mamme spetta, infatti, anche alle lavoratrici assunte con contratto a tempo determinato, purché sussista un rapporto di lavoro attivo nelle mensilità per le quali si richiede il beneficio. Questa specifica risulta particolarmente rilevante per il comparto istruzione: hanno pieno diritto all'agevolazione sia le docenti supplenti che il personale ATA con incarichi a termine. La natura del contratto, dunque, non rappresenta una discriminante per l'accesso alla misura, a condizione che vengano rispettati i requisiti di maternità e di reddito precedentemente illustrati.

Esempi di calcolo e durata del beneficio

Per facilitare la comprensione delle tempistiche di erogazione, la circolare INPS del 28 ottobre ha fornito casistiche pratiche che illustrano la decadenza del diritto in base all'età dei figli. La durata dell'erogazione varia dinamicamente:

  • Una madre di due figli al 1° gennaio 2025 percepirà il bonus solo fino al mese in cui il figlio minore compie 10 anni (es. fino a settembre se il compleanno è il 15 settembre).

  • Una madre di tre figli manterrà il diritto fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo.

  • Nel caso di una gravidanza in corso al 1° gennaio 2025, con nascita del secondo figlio ad aprile, il diritto al bonus maturerà a partire dal mese di nascita (aprile) fino a fine anno, coprendo il periodo effettivo di maternità di due figli.

Questa flessibilità garantisce che il sostegno accompagni la lavoratrice esclusivamente nei periodi in cui sussistono effettivamente le condizioni di disagio o carico familiare previste dalla legge.

Link al Messaggio INPS

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