Nuovo Pacchetto Sicurezza, Piantedosi: 'Stretta su armi e baby gang'
Piantedosi illustra le misure: stop ai coltelli per i minori, sanzioni alle famiglie e poteri speciali ai prefetti per l’ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha delineato alla Camera i contorni del nuovo Pacchetto sicurezza. L’impianto normativo introduce 65 interventi mirati a contrastare la criminalità diffusa, con un focus specifico sul divieto di armi da taglio e sulla responsabilizzazione delle famiglie, rispondendo all'allarme sociale sollevato dalle istituzioni.
Il piano del Viminale contro la criminalità diffusa
L'architettura normativa presentata dal governo si articola su due binari paralleli: un decreto legge composto da 25 articoli e un disegno di legge più ampio che ne conta 40. Questa strategia mira a potenziare e integrare le disposizioni già operative tramite il Decreto Caivano e il precedente Decreto Sicurezza, varati nel biennio 2023-2024. La necessità di un intervento strutturale era stata preannunciata dalla premier Giorgia Meloni, la quale aveva evidenziato come il fenomeno delle baby gang avesse raggiunto livelli di criticità tali da richiedere strumenti legislativi d'urgenza. L'obiettivo dichiarato è quello di fornire risposte immediate a un'emergenza che non riguarda solo la percezione di insicurezza, ma la concreta vivibilità degli spazi urbani.
Stretta su coltelli e responsabilità dei genitori
Il cuore pulsante del provvedimento risiede nella politica di tolleranza zero verso il possesso e la diffusione di armi bianche. Viene istituito un divieto tassativo di porto di coltelli, aggravato se il soggetto ha il volto travisato, accompagnato dallo stop alla vendita ai minori sia negli esercizi commerciali tradizionali che sugli store online. Il legislatore ha previsto un inasprimento delle conseguenze amministrative che vanno oltre la semplice ammenda: chi viola le norme rischia la sospensione della patente di guida, del passaporto e, per gli stranieri, del permesso di soggiorno. Un cambio di paradigma rilevante coinvolge direttamente i nuclei familiari: sono previste pesanti multe ai genitori che non esercitano la dovuta vigilanza sui figli coinvolti in episodi di violenza o appartenenti a gruppi criminali giovanili.
Zone rosse e fermo preventivo nelle manifestazioni
Per garantire il controllo del territorio, i prefetti vedono ampliati i propri poteri discrezionali, con la facoltà di istituire zone rosse permanenti in quelle aree urbane afflitte da reiterati fenomeni di illegalità. Sul fronte della gestione dell'ordine pubblico durante le proteste, il decreto legge introduce strumenti preventivi rigidi: i manifestanti trovati in possesso di caschi, armi improprie o con il volto coperto potranno essere sottoposti a un fermo di prevenzione della durata massima di 12 ore. In scenari di eccezionale gravità, le forze dell’ordine sono autorizzate a procedere con perquisizioni immediate sul posto. Inoltre, l'ambito di applicazione del Daspo urbano viene esteso, inibendo l'accesso alle infrastrutture pubbliche a chi è stato denunciato o condannato per reati commessi nel contesto di cortei o assembramenti.
Tutele per gli agenti e fondi nel Pacchetto sicurezza
L'ultimo pilastro della riforma riguarda la protezione giuridica degli operatori e lo stanziamento di risorse economiche. Viene introdotto un vero e proprio scudo legale per il personale di polizia, vigili del fuoco e forze armate, estendendo i confini della legittima difesa per scongiurare l'iscrizione automatica nel registro degli indagati durante l'adempimento del servizio. Contestualmente, viene attivato l'arresto in flagranza differita per i responsabili di danneggiamenti durante le manifestazioni. Il testo prevede inoltre specifici investimenti e modifiche procedurali:
Stanziamento di 50 milioni di euro per la sicurezza nelle stazioni ferroviarie (anno 2026).
Eliminazione del patrocinio gratuito nei ricorsi contro i provvedimenti di espulsione per i cittadini extracomunitari.
Assegnazione di oltre 8 milioni di euro al Viminale per l'esecuzione dei rimpatri e l'attuazione del Patto europeo sulla migrazione.