Padova, studente lasciato a terra dal bus: terzo caso in Veneto

Abano Terme, 14enne rifiutato da Busitalia nonostante l'abbonamento: la denuncia del nonno riapre il dibattito sulla gestione dei trasporti scolastici.

14 febbraio 2026 19:30
Padova, studente lasciato a terra dal bus: terzo caso in Veneto - Studente lasciato a terra dal Bus
Studente lasciato a terra dal Bus
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Nuova controversia sui trasporti scolastici nel Padovano: uno studente lasciato a terra ad Abano Terme perché sprovvisto della copia cartacea dell'abbonamento, pur avendo il tesserino. Si tratta del terzo episodio simile registrato in pochi giorni nella regione dopo i casi di Belluno e Vicenza.

La ricostruzione della vicenda all'Istituto Pietro d'Abano

L'episodio, che ha sollevato un'ondata di indignazione tra le famiglie del Veneto, si è consumato nel piazzale antistante l'istituto alberghiero "Pietro d'Abano". Al centro della cronaca troviamo un ragazzino di appena 14 anni, pendolare che utilizza quotidianamente i mezzi di Busitalia per il tragitto casa-scuola. Secondo quanto ricostruito attraverso la testimonianza del nonno, affidata alle pagine de Il Resto del Carlino, la dinamica dei fatti evidenzia un cortocircuito tra burocrazia e buon senso.

Il giovane, al momento della salita sul mezzo, avrebbe regolarmente esibito all'autista il proprio tesserino di riconoscimento, completo di fotografia e codice identificativo dell'abbonamento, un titolo di viaggio regolarmente acquistato e con validità estesa fino al marzo 2026. Tuttavia, la risposta del conducente sarebbe stata perentoria: l'assenza del documento cartaceo fisico è stata ritenuta ostativa per l'accesso al servizio. L'alternativa proposta al minore – pagare il biglietto in contanti o rimanere a terra – ha lasciato il ragazzo disorientato e spaventato, costringendolo a subire un disservizio nonostante fosse in regola con i pagamenti.

Studente lasciato a terra: una rigidità che preoccupa le famiglie

Non si tratta purtroppo di un evento isolato, ma dell'ennesimo tassello di un mosaico preoccupante che sta interessando diverse province della regione. Il caso del Padovano segue a stretto giro analoghe segnalazioni giunte da Belluno e Vicenza, delineando quello che appare come un approccio eccessivamente formalista da parte degli operatori del trasporto pubblico locale. Lasciare un minore in strada, spesso in condizioni meteo avverse o in orari di punta, rappresenta una criticità che va oltre la semplice disputa amministrativa, toccando il tema della sicurezza dei passeggeri più vulnerabili.

La gestione di queste situazioni richiede, secondo le associazioni dei genitori e l'opinione pubblica, una maggiore flessibilità, specialmente nell'era della digitalizzazione dove i codici univoci dovrebbero garantire la verifica immediata della validità del titolo, rendendo obsoleta la pretesa del cartaceo a tutti i costi.

Le reazioni e il nodo del regolamento Busitalia

La vicenda ha riacceso i riflettori sui regolamenti interni di Busitalia e sulla formazione del personale viaggiante. Se da un lato le normative aziendali possono prevedere l'esibizione di specifici documenti, dall'altro l'applicazione di tali regole su un quattordicenne, in possesso comunque di un titolo identificativo valido, appare sproporzionata. Il nonno dello studente ha espresso profonda amarezza per l'accaduto, sottolineando come il nipote fosse in possesso di un abbonamento valido per anni, rendendo la richiesta del cartaceo un cavillo burocratico penalizzante.

Questo episodio impone una riflessione urgente sulla necessità di armonizzare le procedure di controllo con la tutela del diritto alla mobilità degli studenti. La frequenza con cui si verifica la casistica dello studente lasciato a terra suggerisce l'urgenza di un tavolo di confronto tra enti locali, istituti scolastici e aziende di trasporto per evitare che disguidi formali si trasformino in rischi concreti per l'incolumità dei ragazzi.

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