Paolo Crepet controcorrente: ecco perché l'agio danneggia la crescita dei figli
L'analisi dello psichiatra sui rischi della perfezione e il valore educativo dell'agitazione nella crescita dei più giovani.
Durante un intervento alla RSI, Paolo Crepet ha criticato l'odierna ossessione per la perfezione. Lo psichiatra evidenzia come confusione e agitazione siano motori vitali per sviluppare competenze, mettendo in guardia dai rischi dell'agio e dell'omologazione genetica.
Paolo Crepet e il valore educativo del caos
Nel corso di una recente ospitata presso il programma televisivo svizzero "Lo Specchio", lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha scardinato una delle certezze più radicate nella genitorialità moderna: la ricerca della stabilità assoluta. Secondo l'esperto, il disordine emotivo e cognitivo non rappresenta un ostacolo, bensì un catalizzatore fondamentale per l'apprendimento. "Io adoro la confusione, perché credo che porti alle competenze", ha argomentato il sociologo, sottolineando come la spinta alla ricerca nasca esclusivamente da uno stato di incertezza.
La critica mossa dall'esperto si rivolge a un sistema sociale ed economico che commercializza standard di perfezione inattingibili, proiettandoli persino sulle vite non ancora nate. La provocazione lanciata è netta: figure storiche di rilievo, come Mosè, non avrebbero compiuto le loro imprese se fossero stati il frutto di una progettazione mirata a creare l'uomo privo di difetti. È proprio nell'irregolarità e nell'imprevisto che, sovente, si cela il genio umano.
I rischi dell'omologazione e l'ossessione per il QI
Approfondendo l'analisi sulle derive tecnologiche, Paolo Crepet ha espresso forte preoccupazione riguardo l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e della genetica applicata alla procreazione. Sebbene l'eliminazione di patologie ereditarie sia un traguardo nobile, il confine etico appare sempre più sfumato. Lo scenario ipotizzato dallo psichiatra tocca corde inquietanti: la possibilità di selezionare embrioni basandosi esclusivamente su parametri performativi, come un quoziente intellettivo superiore a 100.
Tale prospettiva evoca, seppur senza citarli direttamente, fantasmi storici legati all'eugenetica e alla selezione della razza. L'idea di una cittadinanza globale composta esclusivamente da individui "intelligenti" secondo standard preimpostati eliminerebbe quella variabilità umana necessaria all'evoluzione culturale e sociale. La diversità, anche intellettiva, rimane un baluardo contro l'omologazione del pensiero.
L'errore dell'agio e la lezione di Pasolini
Secondo la visione pedagogica delineata, i bambini necessitano di essere "agitati", liberi di esplorare anche gli angoli più oscuri della propria immaginazione o della propria abitazione. Rievocando la propria infanzia, lo psichiatra ha descritto la creazione di un "piccolo impero" immaginario, un rifugio irreale indispensabile per combattere la solitudine e stimolare la creatività.
Il nemico giurato della crescita, in questa ottica, è l'agio indiscriminato. Citando ironicamente il brano Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, Crepet ha ammonito i genitori moderni: pensare di poter acquistare la felicità o il futuro dei figli come prodotti confezionati su uno scaffale è l'errore fatale della nostra epoca. La complessità, al contrario, è magnetica. A riprova di ciò, è stato citato l'esempio di Pier Paolo Pasolini, intellettuale capace di attrarre figure femminili libere e potenti come Oriana Fallaci e Maria Callas. Queste donne, pur nella loro grandezza, non cercavano la semplicità, ma erano commosse dalla bellezza complessa e imperfetta, dimostrando come le relazioni significative nascano spesso fuori dagli schemi convenzionali.
Infine, sul tema della privacy, l'esperto ha richiamato al rispetto per la propria intimità: la vita personale dovrebbe essere condivisa solo quando diventa metafora utile per la collettività, altrimenti va custodita gelosamente, lontano dai riflettori della sovraesposizione mediatica.