Parma, aggressione a due docenti dell’ITIS: la UIL Scuola Emilia Romagna chiede interventi concreti
La UIL Scuola Emilia Romagna interviene dopo l’aggressione ai due insegnanti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma: solidarietà ai docenti, condanna della violenza e richiesta di sostegno alla scuola statale.
L’episodio di violenza contro i docenti avvenuto all’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma ha suscitato una forte reazione nel mondo scolastico e sindacale. La UIL Scuola Emilia Romagna, attraverso il segretario generale Serafino Veltri, ha espresso vicinanza agli insegnanti coinvolti e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare la scuola come luogo di democrazia, inclusione e crescita civile.
Solidarietà agli insegnanti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma
Le immagini dell’aggressione subita da due docenti dell’ITIS “Leonardo da Vinci” di Parma hanno colpito profondamente la comunità scolastica e civile. Di fronte a quanto accaduto, la UIL Scuola Emilia Romagna ha preso posizione con fermezza, manifestando piena solidarietà agli insegnanti coinvolti e condannando ogni forma di violenza all’interno degli ambienti educativi.
Il segretario generale Serafino Veltri ha sottolineato il valore del ruolo docente nella società, affermando: “Chi colpisce un docente attacca un pilastro della nostra società”. Una dichiarazione che evidenzia come l’aggressione a un insegnante non riguardi soltanto la singola persona colpita, ma investa l’intera funzione educativa svolta dalla scuola pubblica.
Secondo il sindacato, episodi di questo tipo impongono una riflessione seria e non limitata alla sola risposta repressiva. La scuola, viene ricordato, è un presidio fondamentale di democrazia e inclusione e deve poter operare in condizioni di sicurezza, rispetto e fiducia.
La richiesta della UIL: investimenti, ascolto e strumenti per affrontare il disagio
La UIL Scuola Emilia Romagna invita a evitare risposte dettate solo dall’emergenza. Per il sindacato, la repressione fine a sé stessa non è sufficiente a risolvere le cause profonde che possono generare tensioni e disagio negli ambienti scolastici.
Veltri richiama la necessità di un’azione politica ponderata, capace di sostenere concretamente la scuola italiana. Tra le priorità indicate vi sono investimenti mirati, supporto psicologico e strumenti adeguati per aiutare docenti, studenti e comunità scolastiche ad affrontare situazioni complesse.
Il messaggio del sindacato è orientato a rafforzare la funzione educativa della scuola statale, senza trasformarla in un luogo dominato dalla paura o dalla contrapposizione. L’obiettivo indicato è quello di costruire condizioni che consentano agli insegnanti di svolgere il proprio lavoro con autorevolezza e agli studenti di vivere l’ambiente scolastico come spazio di crescita.
Autorevolezza educativa e responsabilità condivisa
Nel suo intervento, la UIL Scuola pone anche una distinzione centrale: quella tra autorevolezza educativa e autoritarismo. Per il sindacato, il rispetto verso i docenti non può essere costruito attraverso logiche di vendetta sociale o irrigidimento punitivo, ma deve nascere da un impegno condiviso.
La scuola non può essere lasciata sola di fronte a episodi di violenza e disagio. È necessario, secondo la posizione espressa, un coinvolgimento più ampio che comprenda famiglie, istituzioni e comunità. Solo attraverso una responsabilità collettiva è possibile garantire un ambiente sicuro, sereno e stimolante.
La conclusione affidata a Veltri riassume il senso dell’intervento sindacale: “La scuola statale costruisce comunità, ma non può farlo da sola”. Un richiamo al ruolo cruciale dell’educazione nella crescita civile del Paese e alla necessità di sostenere concretamente chi ogni giorno lavora nelle aule.