Pensione con 15 anni di contributi: le opzioni del 2026
Guida completa ai requisiti e alle deroghe Amato per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2026 con un’anzianità contributiva ridotta.
Il sistema previdenziale italiano conferma per il 2026 la possibilità di ottenere la pensione con 15 anni di contributi, derogando alla normativa standard che ne richiede almeno venti. Questa opportunità è legata principalmente alle deroghe Amato, che permettono a specifiche categorie di lavoratori di accedere al trattamento con un'anzianità minima ridotta, a patto di rispettare precisi requisiti temporali e contributivi.
Le deroghe amato per il 2026
Anche per l'anno in corso, restano in vigore le eccezioni introdotte dal Decreto Legislativo 503/1992. Queste misure consentono di mantenere il vecchio requisito dei 15 anni per la pensione di vecchiaia, anziché i 20 previsti dalla Legge Fornero. L'accesso a tale agevolazione è però limitato a tre profili specifici:
Lavoratori con anzianità pregressa: soggetti che hanno maturato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992.
Prosecutori volontari: contribuenti autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente al 31 dicembre 1992.
Lavoratori con carriere discontinue: dipendenti con almeno 25 anni di anzianità assicurativa, di cui almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane annue.
Nonostante l'agevolazione contributiva, l'età anagrafica per l'uscita rimane fissata a 67 anni, in linea con gli adeguamenti alla speranza di vita vigenti.
Come richiedere la pensione con 15 anni di contributi
Per inoltrare la domanda è necessario che il calcolo dell'assegno rientri nel sistema retributivo o misto. Chi ha iniziato a versare contributi esclusivamente dopo il 1° gennaio 1996 non può beneficiare di queste deroghe, poiché ricade nel sistema contributivo puro, che prevede regole differenti per l'accesso anticipato o ridotto.
Il calcolo dell'assegno previdenziale
L'importo della prestazione dipende strettamente dal sistema di calcolo applicato. Un lavoratore che accede alla pensione con 15 anni di contributi tramite le deroghe Amato (regime retributivo) può beneficiare di un assegno proporzionalmente più alto rispetto ai nuovi standard.
Considerando uno stipendio medio di circa 32.000 euro lordi annui, la pensione stimata si aggira intorno ai 1.450 euro lordi mensili, corrispondenti a circa il 60% dell'ultima retribuzione. Se lo stesso montante contributivo fosse calcolato con il sistema contributivo puro, l'importo subirebbe una contrazione drastica, scendendo a circa 700 euro lordi. È importante notare che, per i trattamenti interamente retributivi, posticipare l'uscita oltre i 67 anni non comporta un incremento dell'assegno, poiché i coefficienti di trasformazione non si applicano a questa tipologia di calcolo.
Alternative con meno di quindici anni di versamenti
Qualora non si raggiungano nemmeno i 15 anni di contribuzione, il sistema offre due percorsi residuali per ottenere un sostegno economico nella terza età.
La pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni
Questa opzione richiede un minimo di 5 anni di contributi effettivi, tutti versati a partire dal 1° gennaio 1996. Il requisito anagrafico è tuttavia più severo: l'accesso è consentito solo al compimento dei 71 anni. Trattandosi di un'anzianità minima, l'importo della pensione risulta spesso vicino ai valori del trattamento minimo INPS.
L'assegno sociale per redditi ridotti
In assenza dei requisiti assicurativi minimi, i cittadini in condizioni di disagio economico possono richiedere l'assegno sociale. Per il 2026, l'importo è stato adeguato a 546,24 euro mensili per 13 mensilità. Tale prestazione non dipende dai contributi versati, ma esclusivamente dal reddito personale e coniugale.