Pensioni 2027: ecco le nuove cifre della minima, dell'assegno sociale e dell'invalidità
Le pensioni 2027 potrebbero salire con la rivalutazione: ecco importi, cifre e categorie coinvolte dall'adeguamento.
Le pensioni 2027 potrebbero registrare un aumento importante grazie alla perequazione automatica, il meccanismo che collega gli assegni al costo della vita. Secondo le stime del governo, l'inflazione del 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 2,8%, una percentuale che determinerebbe la rivalutazione degli importi. Il dato dovrà però essere confermato dall'Istat entro fine anno prima di diventare definitivo.
Come funziona la rivalutazione delle pensioni 2027
Il meccanismo alla base delle pensioni 2027 si chiama perequazione automatica. Serve a proteggere il potere d'acquisto dei pensionati, adeguando ogni anno gli importi all'andamento dei prezzi. Il calcolo si basa sull'indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, noto come indice Foi. Se la stima del 2,8% dovesse essere confermata, si tratterebbe di un incremento netto rispetto al 2026, anno in cui la rivalutazione si era fermata ad appena l'1,4%. Questo significa che milioni di pensionati vedrebbero crescere il proprio assegno mensile in modo più consistente rispetto all'anno precedente. La conferma definitiva arriverà solo dopo la certificazione ufficiale dei dati sul costo della vita da parte dell'Istituto di statistica, prevista per la fine del 2026.
Pensioni minime, assegno sociale e invalidità
Tra le prestazioni più coinvolte ci sono le pensioni minime, che con un adeguamento del 2,8% potrebbero passare dagli attuali 611,85 euro a circa 629 euro mensili. Resta però da capire se verrà rifinanziata la maggiorazione straordinaria, in scadenza il 31 dicembre 2026, che negli ultimi anni aveva portato l'importo reale a circa 620 euro. Anche l'assegno sociale salirebbe, passando da 546,22 a circa 561,50 euro al mese, con un adeguamento parallelo dei limiti di reddito richiesti per accedervi. Aumenti sono attesi pure per le prestazioni di invalidità civile, che potrebbero crescere da 341 a poco più di 350 euro, così come per le indennità riconosciute a ciechi e ipovedenti gravi. Ecco un riepilogo delle prestazioni interessate:
Pensione minima: da 611,85 a circa 629 euro al mese;
Assegno sociale: da 546,22 a circa 561,50 euro al mese;
Assegno di invalidità civile: da 341 a circa 350 euro al mese.
Effetti sulle pensioni ordinarie e tempistiche
L'adeguamento non riguarda solo le prestazioni assistenziali, ma anche le pensioni ordinarie. Le simulazioni indicano che un assegno lordo di 1.000 euro potrebbe crescere di circa 28 euro al mese, mentre una pensione da 1.500 euro salirebbe di circa 42 euro. Per chi percepisce 2.000 euro lordi mensili, l'aumento stimato sarebbe invece vicino ai 56 euro. Va ricordato che per gli importi più alti resta valida la regola della rivalutazione parziale: la perequazione è piena solo fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre oltre questa soglia viene applicata in misura ridotta. Gli importi definitivi arriveranno solo dopo la certificazione Istat dell'inflazione, attesa entro fine 2026. Sarà poi la legge di Bilancio a fissare le cifre ufficiali e a chiarire il destino delle maggiorazioni oggi in vigore, da cui dipenderà l'aumento reale percepito da molti pensionati.
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