Pensioni a rischio per i mancati redditi 2022: cosa fare per non perdere l'assegno Inps
Pensioni a rischio per chi non invia i redditi 2022 all'Inps: dal cedolino di agosto scatta la trattenuta del 5% e poi la revoca.
Chi percepisce un assegno legato al reddito deve fare attenzione. L'Inps avverte i titolari di prestazioni collegate al reddito: senza la dichiarazione dei redditi del 2022, le pensioni a rischio subiranno una trattenuta già dal cedolino di agosto. Il termine ultimo per mettersi in regola è il 15 settembre 2026. Chi non provvede rischia la revoca definitiva dell'assegno e il recupero delle somme percepite senza titolo.
Pensioni a rischio: chi riceve l'avviso dell'Inps
L'avvertimento riguarda i pensionati che ricevono prestazioni collegate al reddito per le quali non è stata presentata la dichiarazione reddituale del 2022. Nel sistema previdenziale italiano alcuni assegni vengono erogati in via provvisoria: l'ente anticipa la somma e solo dopo verifica che il titolare abbia ancora i requisiti giusti. Per i controlli l'Inps si appoggia all'Agenzia delle Entrate e usa le dichiarazioni già inviate con i modelli 730 o Redditi Persone Fisiche. Chi dichiara tutto al Fisco non deve trasmettere altro all'Istituto.
Quali prestazioni finiscono sotto controllo
La verifica tocca sia il reddito del titolare sia quello del coniuge o dei familiari, quando rilevano. Ecco le prestazioni interessate:
l'integrazione al trattamento minimo;
le maggiorazioni sociali;
la somma aggiuntiva, la cosiddetta «quattordicesima»;
le pensioni ai superstiti.
Restano invece fuori dai controlli alcune prestazioni assistenziali importanti. Sono escluse le pensioni di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali. Per queste voci non serve inviare la dichiarazione reddituale del 2022, perché seguono regole diverse rispetto agli assegni previdenziali collegati al reddito.
Cosa accade senza la comunicazione dei redditi 2022
La dichiarazione dei redditi del 2022 realmente percepiti è un vero obbligo. Chi non la invia si vedrà applicare, sia nel cedolino di agosto sia in quello di settembre, una trattenuta pari al 5% dell'importo lordo di luglio. Il pensionato viene informato della sospensione dall'Inps e la voce sul cedolino riporta la dicitura «Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008». Il termine ultimo è il 15 settembre 2026. Dopo quella data, senza i dati richiesti, le prestazioni collegate al reddito del 2022 vengono revocate in via definitiva e si recuperano le somme non dovute. Prima della revoca arriva comunque una lettera di sollecito con tempi, modalità e un video tutorial personalizzato.
Come inviare la dichiarazione reddituale all'Inps
Le vie per comunicare i propri redditi sono diverse e alla portata di tutti. La modalità più rapida è quella online:
dal servizio RED precompilato, accedendo con SPID, CNS, CIE o eIDAS nella sezione «Pensione e Previdenza» del sito e scegliendo la dichiarazione della situazione reddituale (RED);
dall'area personale «MyINPS»;
rivolgendosi di persona a un Caf o a un soggetto abilitato convenzionato.
Qualunque strada si scelga, conviene muoversi con anticipo rispetto alla scadenza. Inviare i dati per tempo evita la trattenuta del 5% e mette al riparo dal rischio più grave, cioè la perdita definitiva dell'assegno legato al reddito.
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