Pensioni luglio 2026: più alte con la quattordicesima Inps

Le pensioni luglio 2026 crescono grazie alla quattordicesima: ecco gli importi e i requisiti per ottenere l'assegno più ricco dell'anno.

26 giugno 2026 11:00
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Le pensioni luglio 2026 arrivano con una bella notizia per molti. Insieme all'assegno mensile, chi rispetta i requisiti riceverà anche la quattordicesima, una mensilità aggiuntiva che fa salire la cifra del cedolino. Il pagamento parte il 1° luglio e per tanti pensionati sarà uno degli importi più alti di tutto l'anno.

Pensioni luglio 2026, chi riceve la quattordicesima

Manca poco al pagamento delle pensioni luglio 2026, che per molti avrà un valore più alto rispetto ai mesi scorsi. L'accredito arriva il 1° luglio e nel cedolino, dentro l'area personale del sito Inps, si vede già se la somma sale grazie alla quattordicesima. L'extra spetta a chi ha compiuto 64 anni e rispetta un limite di reddito: la pensione complessiva deve restare sotto i 15.908,10 euro all'anno. Chi supera questa soglia resta fuori. Anche chi compie 64 anni dopo il 31 luglio dovrà aspettare: in quel caso l'aggiunta slitta a dicembre.

Quanto vale la quattordicesima per i pensionati

L'importo della quattordicesima dipende da due fattori: il reddito e l'anzianità contributiva maturata negli anni di lavoro. La cifra cambia in base alle fasce previste dall'Inps. In sintesi:

  • la somma più bassa è 336 euro, per chi ha una pensione tra 11.931,08 e 15.908,10 euro e fino a 15 anni di contributi;

  • la cifra cresce per chi ha versato più anni e un reddito più basso;

  • la somma più alta tocca i 655 euro, per chi ha oltre 25 anni di contributi e una pensione sotto gli 11.931,08 euro.

Per i lavoratori autonomi le soglie contributive salgono: 18 e 28 anni al posto di 15 e 25.

Cosa fare se manca l'extra nel cedolino

Chi pensa di avere diritto alla quattordicesima ma non la trova nel cedolino può rimediare. Lo strumento si chiama domanda di ricostituzione e serve a far ricalcolare l'importo della pensione. Il servizio è disponibile online sul sito Inps, con accesso tramite Spid o Cie. In alternativa ci si può affidare a un patronato, che offre assistenza gratuita. C'è però un limite di tempo da ricordare: se l'errore riguarda un calcolo sbagliato, la richiesta va presentata entro tre anni dal primo pagamento, altrimenti il diritto decade.

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