Percorsi abilitanti III Ciclo 2025/26: pubblicato il decreto con la ripartizione dei posti

Il Ministero ufficializza i posti disponibili per la formazione iniziale docenti: dettagli su selezione, 60 CFU e tabelle titoli valutabili.

28 gennaio 2026 07:00
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Firmato il decreto n. 138 che avvia i percorsi abilitanti III Ciclo 2025/2026. Il provvedimento stabilisce la ripartizione dei posti negli atenei e le modalità di accesso per i futuri insegnanti.

Il decreto MUR autorizza i nuovi percorsi abilitanti III Ciclo 2025/26

Il panorama della formazione scolastica italiana segna un nuovo capitolo fondamentale con la pubblicazione del decreto n. 138 del 27 gennaio 2026. Il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) ha infatti definito l'assetto operativo per l'attivazione dei corsi universitari e accademici finalizzati alla formazione iniziale dei docenti. Il provvedimento regola nel dettaglio l'abilitazione per i posti comuni e per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), coprendo l'intero spettro delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

L'aspetto centrale del testo normativo risiede nell'autorizzazione dei volumi di ingresso: attraverso l'Allegato A, il Ministero ha distribuito i posti accreditati per ciascuna istituzione universitaria o accademica capofila. Non si tratta solo di numeri, ma della definizione della capacità assunzionale del sistema formativo per il prossimo anno accademico. Contestualmente, l'Allegato B assume un ruolo cruciale per i candidati, poiché stabilisce la tabella dei titoli valutabili necessari per accedere ai corsi, delineando una gerarchia meritocratica basata sulle qualifiche pregresse. Il decreto non trascura nemmeno le casistiche particolari, normando all'articolo 6 i percorsi di completamento e all'articolo 7 l'acquisizione di ulteriori abilitazioni.

Offerta formativa e vincoli per i 60 CFU/CFA

L'architettura didattica prevista per l'anno accademico in corso presso le università e le istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) si presenta strutturata su due binari principali, pensati per rispondere a diverse esigenze curricolari:

  • Percorso abilitante completo: un iter di formazione iniziale che prevede l'acquisizione di almeno 60 CFU/CFA;

  • Percorso abbreviato: un tracciato formativo mirato all'ottenimento di 30 CFU/CFA, spesso destinato a chi possiede già determinati requisiti o abilitazioni.

Un punto dirimente del regolamento riguarda le modalità di ammissione, che impongono una scelta strategica ai candidati: è consentito presentare domanda per una specifica classe di concorso presso una sola istituzione. Questa norma mira a evitare la dispersione delle candidature e a razionalizzare le graduatorie.

Nel caso in cui le richieste di accesso ai percorsi da 60 CFU superino i posti autorizzati dal decreto, scatterà la selezione basata sui criteri dell'Allegato B. Discorso analogo per i percorsi da 30 CFU, dove l'eventuale esubero di domande rispetto alla riserva di posti verrà gestito secondo i parametri dell'allegato A del decreto ministeriale del 26 gennaio 2026 (prot. n. 137). In ogni scenario, l'accesso ai corsi sarà regolato rigorosamente da una graduatoria di merito, garantendo trasparenza nella selezione.

Tirocinio diretto e frequenza obbligatoria

L'esperienza sul campo costituisce il cuore pulsante della nuova formazione docente. Il decreto pone forte enfasi sulle attività pratiche: per ogni CFU o CFA di tirocinio maturato, è richiesto un impegno in presenza nei gruppi classe di ben dodici ore. Questa immersione nell'ambiente scolastico è supervisionata da una doppia figura di tutoraggio: il tutor coordinatore presso i Centri accademici e il tutor dei tirocinanti direttamente nelle istituzioni scolastiche, figure chiave per il raccordo tra teoria e pratica.

Per poter accedere alla prova finale, lo sbarramento sulla frequenza è netto: i corsisti dovranno garantire una presenza minima del 70 per cento per ogni singola attività formativa prevista dal piano di studi. Infine, una nota importante per gli insegnanti tecnico-pratici: fino al 31 dicembre 2026, i requisiti d'accesso per questa categoria rimangono ancorati alla normativa preesistente, offrendo una finestra temporale di stabilità prima dell'adeguamento ai nuovi standard.

Il Decreto

Decreto-Ministeriale-n.-138-del-27-01-2026.pdf

Allegato A

Allegato B

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