Pescara, spray a scuola: studente sospeso per 14 giorni
Caos in un Alberghiero di Pescara: il giovane confessa dopo il malore di una collaboratrice. La preside impone il volontariato come misura rieducativa.
Provvedimento disciplinare all'Istituto Alberghiero di Pescara: uno studente sospeso per due settimane dovrà svolgere volontariato. Il giovane ha spruzzato una sostanza negli spogliatoi, causando disagi e il ricovero precauzionale di un'operatrice scolastica.
Caos in istituto: la cronaca dell'episodio all'Alberghiero
Quello che doveva essere un momento goliardico legato al clima del Carnevale si è rapidamente trasformato in un'emergenza che ha bloccato le attività didattiche. Nel corso della giornata di ieri, 2 febbraio, i corridoi di un noto Istituto Alberghiero di Pescara sono stati teatro di un'interruzione imprevista: nell'area dedicata agli spogliatoi dei laboratori è stata diffusa una sostanza aerea, presumibilmente uno spray irritante o maleodorante.
La reazione chimica nell'ambiente chiuso ha reso l'aria irrespirabile per diversi minuti, costringendo la dirigenza a interdire l'accesso ai locali per garantire la sicurezza degli studenti e del personale. Le conseguenze del gesto non si sono limitate al semplice disagio logistico: una collaboratrice scolastica, soggetto asmatico, ha accusato un malore a causa dell'inalazione della sostanza. Sebbene le sue condizioni non siano state giudicate critiche, è stato necessario il trasferimento al Pronto Soccorso per accertamenti clinici precauzionali, procedura standard in casi di esposizione a potenziali agenti irritanti in soggetti fragili.
Dalla confessione alla sanzione: lo studente sospeso a Pescara
Non è stato necessario avviare lunghe indagini interne per risalire all'autore del gesto. Il giovane responsabile, resosi conto della gravità delle conseguenze – ben lontane dall'essere un innocuo scherzo – ha deciso di non nascondersi. Con un atto di maturità tardiva ma significativa, lo studente si è presentato spontaneamente davanti all'istituzione scolastica, procedendo a una piena ammissione di colpa.
La confessione, tuttavia, non ha esentato l'alunno dal provvedimento disciplinare previsto dal regolamento d'istituto per infrazioni di tale gravità. La sanzione comminata è stata netta: sospensione di 14 giorni dalle lezioni. Questo tipo di provvedimento, in un contesto tecnico-pratico come quello dell'Alberghiero, incide profondamente sul percorso formativo, allontanando lo studente non solo dai banchi ma anche dai laboratori, cuore pulsante della didattica professionale.
Il valore della legalità: volontariato invece che semplice punizione
L'approccio adottato dalla dirigenza scolastica, tuttavia, trascende la mera logica punitiva per abbracciare un modello di giustizia riparativa. Commentando l'accaduto all'ANSA, la Dirigente Scolastica ha chiarito la ratio del provvedimento, sottolineando come l'obiettivo primario rimanga la formazione del cittadino e non la stigmatizzazione del colpevole.
"È una misura finalizzata a far sì che i ragazzi comprendano il tema della legalità", ha spiegato la preside, evidenziando come l'istituto lavori costantemente sulla condotta fin dal biennio. La sospensione non sarà un periodo di vacanza forzata: al giovane verranno assegnate attività di volontariato da svolgere durante le due settimane di allontanamento. Questa strategia pedagogica mira a trasformare il tempo della sanzione in un'opportunità di crescita, obbligando lo studente a restituire valore alla comunità e a riflettere concretamente sulle responsabilità individuali e sul rispetto degli spazi comuni e della salute altrui.