Piano casa, via libera del Senato: cosa prevede il nuovo provvedimento
Il Piano casa diventa legge: 60mila case popolari da recuperare e nuovi aiuti per i privati che costruiscono affitti a prezzo calmierato.
Il Piano casa è ormai realtà. Il Senato ha dato il via libera definitivo con il voto di fiducia, trasformando il decreto in legge dello Stato. Il provvedimento punta soprattutto sul recupero delle case popolari rimaste inutilizzate e su una serie di incentivi pensati per i costruttori privati disposti ad abbassare i canoni. Il testo approvato è identico a quello uscito dalla Camera pochi giorni prima, quindi non sono arrivate modifiche dell'ultimo minuto. Ora si apre la fase più delicata: capire come e quando le misure diventeranno concrete per le famiglie che aspettano una casa.
Piano casa, recupero delle case popolari e tempi del commissario
Il punto centrale del Piano casa riguarda circa 60mila abitazioni popolari già costruite ma inutilizzabili, perché non rispettano gli standard necessari per essere assegnate. Il governo ha promesso di riportarle in condizioni abitabili, dando la responsabilità dei lavori a un commissario dedicato: l'architetto Felice Squitieri. Il ministro Matteo Salvini aveva parlato di un traguardo raggiungibile in appena dodici mesi, ma i tempi tecnici dei cantieri e le risorse economiche stanziate rendono questa scadenza molto ambiziosa.
Prima di avviare qualunque intervento serve una mappatura completa degli immobili coinvolti, così da stabilire priorità e costi reali. Solo dopo questa fase preliminare sarà possibile stimare quando le prime famiglie potranno effettivamente entrare nelle abitazioni ristrutturate. Non è un caso che l'esecutivo punti a mostrare risultati concreti prima delle prossime elezioni: completare anche solo una parte dei lavori avrebbe un peso politico importante. Come ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, «Dalle parole ai fatti», sottolineando la volontà di trasformare gli annunci degli scorsi anni in interventi verificabili.
Fondo housing e agevolazioni per i costruttori privati
Il secondo pilastro del provvedimento è il nuovo Fondo housing coesione, che dovrà raccogliere risorse da fonti diverse: fondi europei; contributi degli enti locali; altre forme di finanziamento pubblico. Per ora questo strumento esiste solo sulla carta e servirà un ulteriore decreto attuativo per renderlo davvero operativo. La parte più corposa del Piano casa riguarda però i privati. Chi costruisce nuovi edifici e destina almeno il 70% degli appartamenti a vendita o affitto a prezzo ridotto potrà contare su semplificazioni burocratiche rilevanti, evitando molte delle procedure amministrative più lunghe. Il canone o il prezzo di vendita dovrà restare inferiore di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato, e questo vincolo resterà attivo per trent'anni dalla fine dei lavori.
Potranno accedere alle nuove case le famiglie con un reddito troppo basso per il libero mercato ma troppo alto per rientrare nei requisiti dell'edilizia popolare tradizionale. L'agevolazione riguarda solo i progetti sopra il miliardo di euro, quindi grandi investitori più che piccoli proprietari. Servirà comunque tempo prima di vedere i primi effetti concreti sulla disponibilità di alloggi.
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