Psicologo a scuola, il Pd critica AscoltaMI: “Serve una presenza stabile negli istituti”

AscoltaMI offre cinque sedute online agli studenti, ma per il Pd non basta: il benessere psicologico richiede presidi nelle scuole.

29 maggio 2026 10:00
Psicologo a scuola, il Pd critica AscoltaMI: “Serve una presenza stabile negli istituti”  - Irene Manzi
Irene Manzi
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Il tema dello psicologo a scuola torna al centro del dibattito politico dopo l’avvio di AscoltaMI, il servizio di supporto psicologico online rivolto a studentesse e studenti. La misura, annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, prevede un voucher per cinque colloqui da remoto. Il Partito Democratico giudica però la soluzione parziale, insufficiente e poco adatta ad affrontare in modo stabile il disagio giovanile.

Psicologo a scuola come presidio stabile

Secondo Irene Manzi, Ilenia Malavasi e Filippo Sensi, il sostegno psicologico agli studenti non può essere ridotto a un intervento digitale e limitato nel tempo. Per il Pd, lo psicologo a scuola dovrebbe essere una figura presente negli istituti, riconoscibile da ragazzi, docenti e famiglie, capace di costruire fiducia e continuità. La critica riguarda soprattutto l’attuazione di AscoltaMI: le risorse, ricordano gli esponenti dem, erano state pensate per sperimentare sportelli di ascolto con professionisti esperti, inseriti direttamente nella vita scolastica. Un servizio solo online rischia invece di non intercettare pienamente fragilità, isolamento e bisogni educativi complessi.

AscoltaMI e i limiti del supporto da remoto

Il servizio AscoltaMI, attivo sulla piattaforma Unica, consente agli studenti di accedere a cinque sedute psicologiche a distanza. Per il Partito Democratico, però, questa modalità può rappresentare solo una risposta iniziale, non una soluzione completa. La scuola viene descritta come una comunità educativa viva, dove il disagio può emergere nei rapporti quotidiani, nelle classi, nei comportamenti e nel confronto con gli adulti. Per questo servirebbe un intervento più ampio, fondato su prevenzione, ascolto e continuità. Lo psicologo presente negli istituti potrebbe lavorare non solo con il singolo studente, ma anche con gruppi classe, insegnanti, personale scolastico e famiglie.

Le attività richieste per il benessere degli studenti

La proposta del Pd punta a uno sportello psicologico strutturale, inteso come presidio educativo e non come misura emergenziale. Una presenza stabile permetterebbe di organizzare attività di gruppo, percorsi di prevenzione, consulenze ai docenti e momenti di confronto con le famiglie. Tra le funzioni indicate rientrano:

  • accompagnamento continuo degli studenti;

  • supporto alle famiglie nei momenti critici;

  • interventi nelle classi per riconoscere e prevenire il disagio.

Per Manzi, Malavasi e Sensi, il benessere psicologico non può essere affrontato con strumenti isolati. Serve un modello capace di unire competenza professionale, prossimità e conoscenza del contesto scolastico.

Il confronto politico sulla misura

Gli esponenti democratici riconoscono che AscoltaMI nasce anche grazie a un emendamento delle opposizioni nella legge di bilancio, finanziato con risorse messe a disposizione dal gruppo Pd. Tuttavia, contestano la scelta del Ministero di trasformare quell’impostazione in un voucher per sedute online. Il Partito Democratico si dice disponibile a collaborare con la maggioranza, ma chiede che l’obiettivo resti uno sportello psicologico realmente integrato nelle scuole. Secondo il Pd, banalizzare il disagio, la solitudine, la fragilità e l’isolamento sociale rischia di lasciare senza risposta molti studenti che avrebbero bisogno di un punto di riferimento vicino e continuativo.

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