Qwant al posto di Google: il Parlamento europeo cambia motore di ricerca

Dal 4 giugno Qwant sostituisce Google sui PC del Parlamento europeo: pesano privacy e sovranità digitale.

04 giugno 2026 17:30
Qwant al posto di Google: il Parlamento europeo cambia motore di ricerca -
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Dal 4 giugno 2026 i computer del Parlamento europeo non aprono più Google. Al suo posto arriva Qwant, un motore di ricerca creato in Francia nel 2013. La scelta punta sulla protezione dei dati personali e segna un passo verso una maggiore indipendenza digitale dell'Europa dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi.

Cosa cambia sui computer del Parlamento

La novità riguarda tutti i dispositivi interni dell'istituzione. Da giovedì il motore impostato di default è Qwant, non più Google. La notizia è stata anticipata dal sito Politico, che ha letto un'e-mail inviata ad alcuni funzionari. Nel messaggio si legge che la decisione è in linea con «l'impegno del Parlamento a favore della sovranità digitale e della protezione dei dati personali degli utenti». Il cambio però non è un obbligo: chi lavora negli uffici può sempre usare altri motori concorrenti oppure modificare le impostazioni predefinite del browser.

Perché l'Europa vuole meno tecnologia americana

Da mesi nell'Unione si ragiona su come ridurre la dipendenza dai servizi digitali degli Stati Uniti. Il tema è diventato più urgente per via dell'atteggiamento imprevedibile del presidente americano Donald Trump verso Bruxelles. Proprio mercoledì la Commissione ha presentato lo European Technological Sovereignty Package, un pacchetto di proposte per rafforzare l'Europa in settori chiave. Tra questi ci sono i semiconduttori, l'intelligenza artificiale e la tecnologia cloud. L'obiettivo è costruire infrastrutture più autonome e meno legate alle aziende d'oltreoceano.

Cos'è Qwant e come protegge i dati

Qwant nasce con un'idea precisa: cercare sul web senza essere seguiti. A differenza di Google, non traccia gli utenti e non raccoglie i loro dati personali per profilarli. Ecco i punti che lo distinguono:

  • non registra le ricerche per costruire un profilo pubblicitario;

  • è sviluppato da un'azienda francese, dentro i confini europei;

  • punta tutto sulla privacy come funzione principale.

Questa impostazione spiega perché è stato scelto da un'istituzione che vuole dare l'esempio sul fronte della sovranità digitale.

Le multe a Google in Europa

La scelta arriva in un periodo difficile per Google nei rapporti con le autorità europee. Negli ultimi anni l'azienda è stata multata più volte per abuso di posizione dominante. Le sanzioni hanno riguardato soprattutto il modo in cui gestisce la pubblicità online e altri servizi. Queste decisioni hanno alimentato il dibattito sul potere delle grandi piattaforme e sul bisogno di alternative europee. Il passaggio a Qwant, in questo senso, è anche un segnale politico oltre che tecnico.

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