Reclami graduatorie posizioni economiche ATA: perché il servizio sotto i sei mesi non viene valutato

Reclami graduatorie ATA posizioni economiche: il servizio 2025 e 2026 non conta e non si aggiunge ciò che non è stato dichiarato

10 giugno 2026 08:33
Reclami graduatorie posizioni economiche ATA: perché il servizio sotto i sei mesi non viene valutato - Posizioni economiche ATA
Posizioni economiche ATA
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Le graduatorie provvisorie delle posizioni economiche ATA sono uscite entro il 5 giugno. Da quel momento gli aspiranti hanno dieci giorni per presentare reclami, con una scadenza che cambia da provincia a provincia. I reclami graduatorie ATA, però, hanno limiti precisi: non tutto il servizio prestato può essere valutato, e quanto non dichiarato a suo tempo resta fuori. Le definitive arriveranno entro il 19 giugno.

Cosa vale nei reclami graduatorie ATA

L'Ufficio Scolastico di Napoli ha risposto in modo massivo alle osservazioni ricevute, con chiarimenti validi su tutto il territorio nazionale. Il punto centrale riguarda i reclami graduatorie ATA: si possono correggere o contestare solo gli elementi già presenti nella domanda. Il servizio riconosciuto è soltanto quello maturato entro la scadenza fissata alle ore 23,59 del 13 dicembre 2024. Tutto ciò che arriva dopo quel termine non entra nel calcolo del punteggio.

Perché il servizio 2025 e 2026 non conta

Due anni scolastici restano esclusi dalla valutazione. L'a.s. 2024/25 non vale perché, alla data del 13 dicembre 2024, non erano ancora maturati i sei mesi di servizio richiesti. L'a.s. 2025/26 non vale perché si svolge ben oltre il termine di presentazione della domanda. La regola è semplice: conta solo il servizio chiuso entro la scadenza. Chi sperava di recuperare punti con gli anni più recenti, quindi, non potrà farlo in questa procedura.

Servizio valido solo se pari o superiore a sei mesi

I criteri di valutazione sono fissati dall'Allegato C al D.M. n. 140/2024, che è parte vincolante della procedura. Il documento stabilisce che il servizio effettivo riceve punteggio per ogni anno scolastico oppure per frazioni superiori a sei mesi. Le frazioni più brevi, invece, non danno diritto ad alcun punto. Per questo molti aspiranti vedono respinta la richiesta di valutare periodi troppo corti: la soglia dei sei mesi è netta e non ammette eccezioni.

Non si può aggiungere ora il servizio non dichiarato

Il chiarimento più importante riguarda le dimenticanze. Il reclamo può essere rivolto solo verso gli elementi già esistenti nella domanda. L'Amministrazione non può inserire adesso un servizio che non era stato dichiarato a suo tempo, neppure se l'omissione è frutto di una semplice distrazione o di una svista. Chi non ha indicato un periodo lavorativo entro la scadenza lo perde definitivamente per questa tornata. È un limite rigido che protegge la parità di trattamento tra tutti i candidati.

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