Revisione Calendario scolastico: Santanchè al lavoro con Valditara per un modello europeo

Verso il modello europeo per favorire la destagionalizzazione turistica: il piano per distribuire le vacanze e i flussi durante l'anno.

23 gennaio 2026 17:30
Revisione Calendario scolastico: Santanchè al lavoro con Valditara per un modello europeo - Daniela Santanchè
Daniela Santanchè
Condividi

Dal palco del Forum Internazionale del Turismo a Milano, la ministra Daniela Santanchè ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. L'obiettivo è una profonda revisione del calendario scolastico per allineare l'Italia agli standard europei e incentivare la destagionalizzazione.

La proposta: verso un nuovo calendario scolastico europeo

La struttura temporale della didattica in Italia potrebbe subire una trasformazione radicale. Durante il suo intervento alla kermesse milanese, la titolare del Ministero del Turismo ha evidenziato una criticità strutturale del sistema attuale: l'eccessiva concentrazione delle vacanze scolastiche in un unico periodo, quello estivo. Questa peculiarità italiana, che si discosta nettamente dalla maggior parte dei modelli europei, genera inevitabilmente un sovraffollamento nelle località di villeggiatura nei mesi di luglio e agosto, comportando un innalzamento dei prezzi che penalizza le famiglie e riduce la qualità dell'esperienza turistica.

La strategia delineata da Santanchè punta a una rimodulazione delle pause didattiche. L'intento non è ridurre i giorni di riposo, ma distribuirli in modo più equilibrato lungo l'arco dei dodici mesi. Un approccio che permetterebbe di dare respiro al turismo interno anche nei mesi di spalla, combattendo il fenomeno dell'overtourism stagionale e favorendo la scoperta dei territori italiani in periodi meno caotici. Chi vive quotidianamente le dinamiche scolastiche e lavorative sa bene quanto sia complesso incastrare ferie e budget limitati nelle poche settimane di alta stagione: una flessibilità maggiore offrirebbe opportunità di viaggio finora precluse a molti nuclei familiari.

Dialogo con Valditara e impatto sul turismo interno

L'iter per questa riforma passa necessariamente da Viale Trastevere. La ministra ha confermato l'avvio di un dialogo costruttivo con Giuseppe Valditara, sottolineando l'urgenza di un adeguamento graduale ai ritmi occidentali più moderni. Nel progetto di riforma non vi è solo la logistica delle ferie, ma anche una visione educativa: integrare nei nuovi piani scolastici viaggi d'istruzione mirati alla scoperta dell'Italia "segreta" e delle eccellenze del Made in Italy.

La destagionalizzazione non è dunque solo una leva economica per il comparto alberghiero, ma uno strumento di welfare sociale. Una migliore distribuzione delle presenze turistiche garantirebbe una crescita sostenibile del settore e, parallelamente, un maggiore benessere per le famiglie, non più costrette a subire la "dittatura" del calendario unico. Tuttavia, la transizione verso un sistema con pause infrannuali più frequenti (come le vacanze di carnevale o autunnali più lunghe) richiederà un cambiamento culturale e organizzativo non indifferente per la società italiana.

Vacanze estive e clima: il dibattito sulla scuola

Il tema della modifica delle date scolastiche non è nuovo, ma le posizioni in campo sono spesso diametralmente opposte. Se il Governo spinge per una ridistribuzione a fini turistici, altre istanze premono per motivi climatici o sociali. Durante l'ultima estate, caratterizzata da ondate di calore intense, il Coordinamento Nazionale Diritti Umani e sindacati come l'Anief hanno sollecitato un posticipo dell'apertura delle scuole a ottobre, citando l'assenza di impianti di climatizzazione nella maggior parte degli istituti italiani. Un sondaggio della Tecnica della Scuola ha rilevato un consenso plebiscitario (90%) verso questa ipotesi tra il personale scolastico.

Di contro, associazioni di genitori come WeWorld e Mammadimerda hanno lanciato petizioni, tra cui "Ristudiamo il calendario Emilia-Romagna", chiedendo l'esatto opposto: un rientro anticipato a settembre e vacanze distribuite durante l'inverno. La loro tesi verte sulla difficoltà di gestione dei figli durante i tre mesi di stop estivo, un "buco nero" assistenziale che grava pesantemente sull'organizzazione lavorativa dei genitori e sull'apprendimento degli studenti. La sintesi tra queste esigenze contrapposte – turismo, clima e conciliazione vita-lavoro – sarà il vero banco di prova per l'esecutivo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail