Riarmo UE: via libera dell’Europarlamento ai nuovi fondi, le precisazioni di Ignazio Marino (AVS)
Il Parlamento europeo approva il piano per il Riarmo UE modificando i criteri di spesa: ecco le novità e il voto dei partiti italiani.
L'Europarlamento ha approvato in via definitiva il piano per il Riarmo UE, consentendo l'uso di fondi preesistenti per la difesa. La misura, parte del pacchetto Readiness 2030, mira a potenziare gli investimenti nell'industria militare comune. Mentre la maggioranza degli eurodeputati italiani ha votato a favore, si registra la netta contrarietà di M5S e Lega.
Il voto sul Riarmo UE e la posizione dei partiti italiani
L'Assemblea di Strasburgo ha adottato la nuova legislazione con una maggioranza schiacciante di 519 voti favorevoli, segnando un passaggio cruciale per la strategia di sicurezza continentale. Il provvedimento permette di reindirizzare le risorse verso il potenziamento delle capacità belliche, una mossa che ha spaccato la delegazione italiana. A sostenere il testo sono stati gli esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e la maggior parte del Partito Democratico, sebbene con eccezioni interne significative. Al contrario, il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno espresso un voto negativo, segnalando una profonda divergenza sulla gestione delle priorità europee. Anche nell'Alleanza Verdi-Sinistra si è registrata una divisione: mentre Ignazio Marino e Leoluca Orlando hanno appoggiato la misura, altri esponenti come Ilaria Salis si sono opposti, riflettendo la complessità del dibattito politico sul tema della difesa comune.
Come cambiano i fondi per la difesa e la ricerca
La riforma approvata modifica strutturalmente l'accesso ai finanziamenti comunitari, integrando la difesa in programmi che precedentemente avevano finalità quasi esclusivamente civili. Le nuove regole permetteranno di attingere a diversi strumenti finanziari per sostenere l'industria bellica e la ricerca correlata:
Horizon Europe: il programma di ricerca potrà ora finanziare progetti "dual use", ovvero tecnologie con applicazioni sia civili che militari;
Piattaforma Step: le tecnologie per la difesa vengono inserite come quarto settore strategico, garantendo risorse vitali;
Sostegno alle PMI: viene esteso il supporto a start-up e medie imprese del settore difesa, facilitandone l'accesso al credito. Queste modifiche mirano a consolidare il comparto industriale europeo, permettendo anche alle piccole imprese a media capitalizzazione di partecipare attivamente ai progetti di sicurezza, superando le barriere finanziarie che finora ne avevano limitato lo sviluppo tecnologico e l'innovazione.
Infrastrutture strategiche e le critiche dell'opposizione
Un pilastro fondamentale della normativa riguarda il potenziamento della "mobilità militare", essenziale per garantire spostamenti rapidi di truppe e mezzi. Attraverso il "Meccanismo per collegare l’Europa" (Cef), l'UE finanzierà infrastrutture di trasporto a duplice uso, imponendo condizioni specifiche sull'origine delle attrezzature per garantire la sicurezza strategica. Tuttavia, questa accelerazione ha sollevato aspre polemiche. Danilo Della Valle del M5S ha denunciato il rischio di una pericolosa escalation militare e finanziaria, sostenendo che tali misure sottraggono risorse all'economia civile e ai processi di pace. Secondo i pentastellati, l'operazione espone l'Italia a rischi finanziari per 25 miliardi, qualora i prestiti legati alle riparazioni belliche e all'assistenza all'Ucraina non venissero rimborsati, gravando così pesantemente sui bilanci nazionali dei singoli Stati membri.
Le precisazioni di Ignazio Marino (AVS) sul voto
Ecco cosa ci scrive Ignazio Marino in un comunicato giunto in redazione: 'Desidero precisare che tale indicazione non corrisponde alla mia posizione politica né al mio voto effettivo. Il voto favorevole attribuitomi è stato il risultato di un errore meramente meccanico nel sistema di voto elettronico durante la sessione plenaria di Strasburgo. Come previsto dal regolamento del Parlamento europeo, ho immediatamente avviato e completato la procedura ufficiale di rettifica del voto, che è stata regolarmente registrata dal sistema dell’Eurocamera. Il mio voto corretto è contrario.
In allegato Le trasmetto la ricevuta ufficiale del sistema del Parlamento europeo attestante la rettifica del voto'.