Riforma degli istituti tecnici: gli emendamenti della FLC CGIL al Decreto legge 144 del 2022

La riforma degli istituti tecnici finisce in Parlamento: emendamenti, organici e tempi al centro delle proposte della FLC CGIL

04 giugno 2026 14:00
Riforma degli istituti tecnici: gli emendamenti della FLC CGIL al Decreto legge 144 del 2022 -
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La riforma degli istituti tecnici torna al centro del dibattito sulla scuola. Il 3 maggio 2026 la FLC CGIL ha messo a punto una serie di emendamenti al Decreto legge 144 del 2022. L'obiettivo è chiaro: frenare un cambiamento che, secondo il sindacato, riduce posti di lavoro e valore formativo. Le proposte arrivano in un momento delicato, a pochi mesi dall'avvio delle lezioni.

Perché la riforma degli istituti tecnici divide

Il provvedimento cambia l'assetto della scuola secondaria di secondo grado. Per la FLC CGIL il rischio è doppio. Da un lato pesa sull'occupazione del personale docente e ATA. Dall'altro abbassa il valore educativo del percorso. Il sindacato parla di una riforma non richiesta e non necessaria. Per questo ha proclamato lo sciopero del 7 maggio e ha avviato nuove mobilitazioni della categoria. Ha anche chiesto un incontro urgente ai capigruppo di Camera e Senato.

Lo slittamento di un anno

La prima richiesta riguarda i tempi. Con la modifica del comma 1 dell'articolo 26-bis, la FLC CGIL chiede di rinviare di un anno l'entrata in vigore. Il motivo è pratico. Tra le iscrizioni di gennaio 2026 e l'avvio delle lezioni di settembre il quadro è cambiato del tutto. Le scuole devono gestire una trasformazione enorme in pochissimo tempo. Il risultato? Confusione negli organi collegiali, tensioni organizzative e molta incertezza tra docenti e personale.

Stop alla frammentazione del sistema

Un altro nodo riguarda l'ALLEGATO 2-ter. Il sindacato chiede di cancellare la flessibilità introdotta dal provvedimento, "comprensiva di una eventuale area territoriale". Il timore di fondo è la regionalizzazione. Senza un impianto nazionale unico, gli istituti rischiano di seguire solo le esigenze economiche del territorio. Così verrebbe meno l'unitarietà del sistema di istruzione. La FLC CGIL vuole evitare proprio questa deriva e difendere percorsi validi ovunque.

Organici e ore da difendere

Il cuore delle proposte tocca lavoro e didattica. La FLC CGIL chiede tre garanzie precise:

  • mantenere gli organici attuali senza tagli;

  • evitare l'accorpamento tra gli insegnamenti;

  • salvaguardare le ore delle singole discipline.

La riduzione del monte ore ha un effetto diretto. Meno ore significano meno posti di lavoro. E la sforbiciata colpisce sia i saperi di base sia le discipline tecniche e professionalizzanti. Il risultato è un'offerta formativa più povera.

No all'orientamento precoce

L'ultima proposta riguarda la Formazione Scuola Lavoro, l'ex PCTO. La FLC CGIL vuole eliminare la possibilità di avviarla già dalla seconda classe del primo biennio. Per il sindacato è un orientamento troppo precoce. Gli studenti hanno prima bisogno di solide basi culturali e di cittadinanza. La scuola, secondo il mandato costituzionale, deve far crescere la persona. Non può ridursi a fornire "competenze tecnico-operative" utili subito alle aziende.

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