Riforma del lavoro: tutti i bonus per assunzioni e contratti, le novità approvate oggi in CdM

Il governo approva nuove misure per favorire l'occupazione femminile e giovanile attraverso sgravi contributivi e la gestione della Zes.

28 aprile 2026 19:40
Riforma del lavoro: tutti i bonus per assunzioni e contratti, le novità approvate oggi in CdM - Consiglio dei Ministri
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L'approvazione del nuovo provvedimento dedicato al lavoro introduce importanti cambiamenti nel panorama occupazionale italiano. Attraverso specifici incentivi, l'esecutivo punta a rafforzare la stabilità contrattuale, offrendo nuove opportunità per le imprese che operano nelle regioni del Mezzogiorno.

Le misure per le accise e le nomine istituzionali

Il Presidente del Consiglio ha confermato l'intenzione di procedere con una nuova proroga riguardante il taglio delle accise. Questo intervento potrebbe avere una durata ridotta rispetto ai precedenti, con un focus particolare sul sostegno al settore del gasolio per monitorare l'andamento del mercato energetico.

Parallelamente, si attende la definizione dei nuovi vertici per Consob e Antitrust. La presidenza ha espresso ottimismo circa il completamento di queste nomine entro la prossima settimana, garantendo così la piena operatività delle autorità di vigilanza.

Incentivi per il lavoro femminile e giovanile nella Zes

Per l'intero anno 2026, il decreto prevede agevolazioni significative per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Le aziende potranno beneficiare di:

  • Esoneri contributivi totali fino a 650 euro mensili.

  • Sgravi maggiorati a 800 euro per l'impiego di donne residenti nella Zes unica del Mezzogiorno.

  • Durata del beneficio estesa fino a 24 mesi.

Anche per gli under 35 sono stati stanziati fondi consistenti, con bonus che variano dai 500 ai 650 euro mensili, a seconda della localizzazione geografica dell'attività produttiva.

Stabilizzazione dei contratti e trasparenza salariale

Il provvedimento mira a trasformare i rapporti precari in occupazioni stabili. Per i giovani alla prima esperienza lavorativa che ottengono un contratto a tempo indeterminato, è previsto un contributo mensile di 500 euro.

Sul fronte delle retribuzioni, pur non introducendo un salario minimo per legge, il decreto rafforza l'obbligo di fare riferimento ai contratti collettivi nazionali (CCNL). Le aziende dovranno garantire maggiore trasparenza, specificando chiaramente la retribuzione e il contratto applicato già nella fase di offerta del lavoro. Inoltre, per i contratti non rinnovati da oltre un anno, è previsto un adeguamento automatico basato sul 30% dell'inflazione programmata a partire dal 2027.

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