Riforma ISEE 2026: guida completa alle nuove esenzioni immobiliari
Cambia il calcolo per le famiglie: aumentano le franchigie immobiliari e scattano i controlli sui wallet digitali e asset esteri.
Una rivoluzione normativa investe l'ISEE 2026: dalla rivalutazione degli immobili alle criptovalute. Il decreto PNRR automatizza i flussi dati verso scuole e atenei, modificando i parametri per l'accesso alle prestazioni sociali e premiando i nuclei numerosi.
ISEE 2026 e immobili: come cambiano franchigie e scala di equivalenza
L'aggiornamento dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente introduce meccanismi correttivi mirati a tutelare la proprietà immobiliare residenziale. La modifica più impattante riguarda la franchigia sulla prima casa, il cui valore escluso dal calcolo patrimoniale subisce un incremento netto, passando dai precedenti 52.500 euro agli attuali 91.500 euro. Tale soglia viene ulteriormente elevata a 120.000 euro per le famiglie residenti nelle città metropolitane, riconoscendo implicitamente il maggior valore di mercato degli immobili in centri come Roma, Milano, Napoli o Bologna.
In parallelo, la riforma ridisegna il peso dei figli nel calcolo dell'indicatore. Se in passato le agevolazioni scattavano dal terzo figlio, la nuova normativa anticipa il sostegno: l'abbattimento del valore immobile aumenta di 2.500 euro già a partire dal secondo figlio convivente. Anche la scala di equivalenza viene ricalibrata per favorire la natalità: i coefficienti incrementali salgono a 0,10 punti per i nuclei con due figli, toccando quota 0,55 per le famiglie numerose con cinque o più minori a carico. Queste variazioni tecniche comportano uno slittamento delle famiglie verso fasce di reddito più basse — la prima fascia ora copre fino a 17.468,51 euro — garantendo un accesso più ampio a benefici come l'Assegno Unico e il bonus nido.
Patrimonio mobiliare: stretta su criptovalute e conti esteri
Sotto il profilo degli asset finanziari, la Legge di Bilancio attua un giro di vite sulla trasparenza fiscale. L'ISEE 2026 impone l'obbligo tassativo di dichiarare il possesso di criptovalute e asset digitali, chiudendo una zona grigia normativa che permetteva di escludere tali valori dal conteggio patrimoniale. Non importa se i fondi sono custoditi su exchange centralizzati o wallet privati: ogni forma di risparmio digitale, inclusi i depositi esteri e i trasferimenti via money transfer, deve confluire nella DSU.
L'obiettivo del legislatore è intercettare ricchezze liquide spesso "invisibili" ai radar dell'amministrazione finanziaria. Tuttavia, per controbilanciare questo rigore, viene confermato lo scudo per i risparmiatori tradizionali: i titoli di Stato garantiti (come BOT, BTP e Buoni Fruttiferi Postali) restano esclusi dal calcolo patrimoniale fino a una franchigia massima di 50.000 euro. I dettagli operativi tecnici per la valutazione degli asset digitali saranno definiti da un imminente decreto interministeriale che aggiornerà il Regolamento Isee.
Automazione PNRR e fase transitoria: cosa fare entro giugno
La burocrazia legata alle prestazioni sociali vira decisamente verso la digitalizzazione grazie al Decreto PNRR. La nuova infrastruttura permette a Comuni, Università e istituti scolastici di acquisire automaticamente i dati dall'Inps tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, eliminando passaggi cartacei ridondanti. Tuttavia, la transizione richiede attenzione da parte dei contribuenti. L'Inps, con il messaggio n. 213, ha chiarito che le attestazioni presentate dal 1° gennaio 2026 subiranno un ricalcolo automatico.
È fondamentale monitorare le scadenze: da marzo 2026, chi non dispone di un ISEE aggiornato riceverà le prestazioni (come l'Assegno di Inclusione) calcolate sugli importi minimi di legge. Per evitare perdite economiche, le famiglie hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare la nuova DSU: in tal caso, l'Inps procederà al conguaglio con il riconoscimento degli arretrati spettanti da marzo. Le domande respinte con i vecchi parametri verranno riesaminate d'ufficio, sospendendo temporaneamente l'esito negativo in attesa del ricalcolo più favorevole.