Riforma istituti tecnici: la posizione della Cisl Scuola sulle nuove istruzioni operative MiM

Il Ministero emana la nota 1397 per avviare la riforma istituti tecnici dal 2026 garantendo la tutela del personale docente.

20 marzo 2026 17:00
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La pubblicazione della nota 1397 segna l'avvio ufficiale della riforma istituti tecnici per l'anno scolastico 2026/27. Il provvedimento introduce misure specifiche per la gestione dell'autonomia scolastica, con un'attenzione particolare alla salvaguardia del personale docente e alla stabilità degli organici provinciali, cercando di bilanciare le innovazioni strutturali con la continuità didattica.

Gestione dell'autonomia e tutela degli organici

Le direttive ministeriali forniscono indicazioni precise sulla gestione delle 66 ore di autonomia assegnate per ogni anno del primo biennio. L'obiettivo primario è prevenire la creazione di esuberi tra i docenti a livello provinciale.

A seconda dell'indirizzo di studio, sono state individuate diverse strategie operative:

  • Settore economico: potenziamento delle ore di geografia o della seconda lingua comunitaria.

  • Settore tecnologico-ambientale: rafforzamento delle materie scientifiche e sperimentali attraverso la progettazione interdisciplinare.

Per quanto riguarda le tecnologie di base, le istituzioni scolastiche possono ridistribuire le discipline tra il primo e il secondo anno. Inoltre, il monte ore annuale di 99 ore può essere ripartito in modo flessibile per garantire che nessuna cattedra vada perduta.

Posizione della CISL Scuola e criticità riscontrate

La CISL Scuola ha espresso un parere articolato sulla riforma istituti tecnici. Se da un lato il sindacato accoglie con favore l'impegno del Ministero nel tutelare i posti di lavoro tramite un futuro emendamento al DL 19/2026, dall'altro permangono forti dubbi sulla gestione complessiva dell'operazione.

Le principali riserve riguardano le tempistiche di attuazione. Le istruzioni operative sono giunte a iscrizioni già chiuse per l'anno 2026/27, rendendo impossibile un rinvio che avrebbe permesso una revisione più accurata del progetto. Secondo l'organizzazione, è mancato un reale coinvolgimento delle parti sociali, un deficit che ha pesato sulla qualità delle scelte finali.

Impatto della riforma istituti tecnici sulla geografia

Un punto di forte attrito riguarda la riduzione del carico orario per alcune discipline. La riforma istituti tecnici prevede infatti un taglio di 33 ore annuali di geografia nel biennio, una decisione che preoccupa i rappresentanti dei lavoratori per il rischio di soprannumerarietà.

La CISL ritiene discutibile la soppressione di parti consistenti di una materia fondamentale per l'istruzione tecnica generale. Resta inoltre aperta la questione dell'assegnazione dei nuovi insegnamenti alle classi di concorso, motivo per cui il sindacato sollecita un incontro urgente con l'amministrazione per definire regole certe prima dell'inizio del prossimo anno accademico.

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