Riforma Legge 104: l'INPS pubblica le nuove patologie e l'iter valutativo

L'INPS estende la sperimentazione su invalidità e valutazione multidimensionale: le malattie incluse e il passaggio al sistema ICF.

25 gennaio 2026 07:00
Riforma Legge 104: l'INPS pubblica le nuove patologie e l'iter valutativo - Legge 104/92
Legge 104/92
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La transizione verso la nuova Legge 104 prosegue con l'ampliamento della sperimentazione INPS. Il decreto 62/2024 ridefinisce la disabilità introducendo criteri ICF e nuove patologie, in attesa dell'entrata a regime prevista per il 2027.

Dalla diagnosi medica alla valutazione di base: la rivoluzione della disabilità

Il panorama normativo italiano sta attraversando una fase di profonda metamorfosi grazie al Decreto Legislativo 62 del 3 maggio 2024, che getta le basi per un nuovo approccio all'accertamento della disabilità. L'obiettivo primario non è più la mera certificazione di un deficit sanitario, bensì l'analisi dell'interazione tra la persona e il suo ambiente. Abbandonando le vecchie logiche percentuali, il nuovo sistema affida all'INPS la gestione esclusiva di una valutazione di base unificata.

Questa procedura innovativa integra la tradizionale classificazione ICD (International Classification of Diseases) con la Classificazione Internazionale del Funzionamento (ICF). Chi si occupa di cronaca sociale sa bene quanto fosse farraginoso il vecchio iter: visite multiple, commissioni diverse e tempi biblici. La riforma mira a sintetizzare tutto in un unico passaggio amministrativo e sanitario volto a comprendere come una specifica patologia impatti l'autonomia quotidiana. È un cambio di paradigma che sposta il focus dalla malattia alla persona, preparando il terreno per l'adozione universale del Progetto di vita, strumento chiave per l'inclusione sociale.

Nuove patologie Legge 104 e territori coinvolti nella sperimentazione

Sebbene l'entrata in vigore definitiva sia fissata per il 2027, la macchina amministrativa ha già attivato i motori attraverso una fase sperimentale mirata. Inizialmente circoscritta a nove province (tra cui Brescia, Firenze, Salerno e Trieste), la sperimentazione si è concentrata su tre macro-aree cliniche: disturbi dello spettro autistico, sclerosi multipla e diabete di tipo 2.

Con le recenti disposizioni, e nello specifico tramite la circolare INPS, il raggio d'azione si è notevolmente ampliato dal 30 settembre 2025. La sperimentazione tocca ora nuovi territori, inclusi Lecce, Genova, Palermo e la Provincia Autonoma di Trento, estendendo contemporaneamente l'elenco delle condizioni oggetto di studio. Rientrano ora nel nuovo protocollo valutativo le malattie oncologiche, le cardiopatie, le broncopatie e l'artrite reumatoide. Questo allargamento è cruciale: permette di testare la resilienza del sistema ICF su patologie ad alto impatto sociale e cronico, garantendo che il nuovo metro di giudizio sia equo e trasversale prima della sua applicazione nazionale.

Il calendario della transizione e il Progetto di vita

Il periodo che ci separa dal 1° gennaio 2027 rappresenta una "zona cuscinetto" normativa essenziale per evitare vuoti di tutela. Fino al 31 dicembre 2026, le procedure di accertamento e revisione continueranno a seguire le regole attuali per la generalità dei casi non rientranti nella sperimentazione. Tuttavia, la riforma introduce un diritto fondamentale già accessibile: chi possiede una certificazione preesistente ai sensi della Legge 104 potrà richiedere l'elaborazione del Progetto di vita indipendentemente dalla nuova valutazione di base.

Questo strumento rappresenta il cuore pulsante della riforma: un piano personalizzato che individua servizi, sostegni e, soprattutto, gli "accomodamenti ragionevoli" necessari per abbattere le barriere architettoniche e sociali. Entro il 30 novembre 2026, il Ministero della Salute dovrà emanare il regolamento definitivo per standardizzare i criteri dell'accertamento multidimensionale. Dal 2027, l'intero processo sarà digitalizzato: il certificato medico introduttivo, inviato telematicamente dal curante, diventerà l'unico innesco necessario per l'avvio della procedura, eliminando la necessità di ulteriori istanze burocratiche da parte del cittadino.

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