Rinnovo CCNL Dirigenti Scolastici: tutele e mobilità al centro dell'agenda di DIRIGENTISCUOLA

Il confronto per il nuovo CCNL Dirigenti Scolastici entra nel vivo: DIRIGENTISCUOLA chiede mobilità al 100%, tutele legali e stop alle reggenze.

A cura di Redazione Redazione
30 aprile 2026 18:00
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Il dialogo sul CCNL Dirigenti Scolastici entra in una fase cruciale. In vista dell’incontro di maggio, il sindacato esige riforme normative immediate, rifiutando semplici intese economiche per difendere con vigore la professionalità e l'autonomia di chi guida le scuole italiane oggi.

Rinnovo CCNL Dirigenti Scolastici, la politica resti fuori

Mobilità, tutele e superamento reggenze al centro dell’agenda DIRIGENTISCUOLA. Il presidente Fratta: “Non concordiamo con la spinta a “chiudere a tutti i costi”: ci sono temi imprescindibili che vanno affrontati fin da subito. Su tutti la mobilità interregionale, per cui torniamo a chiedere il 100%. Fondamentali anche la revisione dell’impianto disciplinare e il superamento strutturale delle reggenze. A decidere sui contratti siano le parti, non i politici!”.

Roma, 30 aprile 2026 – In vista dell’incontro per il rinnovo del CCNL 2022-2024 dell’Area Istruzione e Ricerca previsto per il prossimo 11 maggio, DIRIGENTISCUOLA ribadisce in una lettera inviata oggi al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, e per conoscenza al Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto, la necessità di affrontare non solo gli aspetti economici, ritenuti del tutto insufficienti rispetto alle responsabilità della categoria, ma soprattutto le questioni normative non più rinviabili.

Innanzitutto il sindacato dei dirigenti scolastici esprime forte insoddisfazione per gli esiti finora registrati sul piano economico, giudicati poco più che un “contentino”. Pur riconoscendo l’esigenza di una rapida conclusione delle trattative, inoltre, si ritiene inaccettabile il rinvio al prossimo contratto 2025-2027 delle principali questioni normative che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro dei dirigenti scolastici.

Sin dal primo incontro – si legge in un passaggio significativo – il Presidente Naddeo ha espresso l’auspicio di una rapida conclusione delle trattative, rinviando al prossimo CCNL la parte normativa. Cosa che DIRIGENTISCUOLA non ha condiviso. Ci sono istituti contrattuali e norme che non possono essere nuovamente rinviate “alla prossima volta” come è successo per la perequazione che, a distanza di 25 anni, ancora non è stata completata. Pur condividendo l’esigenza di celerità, DIRIGENTISCUOLA ritiene imprescindibile che tale obiettivo non si traduca nel sacrificio di fondamentali interventi di natura normativa”.

Tra le priorità indicate vi è la revisione della mobilità interregionale, con la richiesta di elevare la relativa percentuale fino al 100% al fine di dare risposta alle criticità generate dai concorsi nazionali che hanno costretto numerosi dirigenti scolastici a lavorare per anni lontani dalla propria residenza. Il sindacato richiama inoltre l’urgenza di intervenire sulla disciplina dei procedimenti disciplinari, introducendo maggiore gradualità e garanzie, in coerenza con quanto già previsto nell’Atto di indirizzo ministeriale.

Accanto ai temi contrattuali, DIRIGENTISCUOLA rilancia con forza la richiesta di superare definitivamente il fenomeno delle reggenze, che continua a lasciare ogni anno centinaia di istituzioni scolastiche prive di un dirigente titolare, nonostante il principio più volte richiamato dal Ministero: “Una scuola, un dirigente”.

Per raggiungere tale obiettivo, viene proposto in un corposo allegato il ripristino dell’istituto dell’incarico di presidenza – o di uno strumento normativo equivalente – da conferire a tempo determinato a personale già utilmente collocato nelle graduatorie concorsuali, così da garantire la copertura delle sedi vacanti senza incidere sui contingenti autorizzati dal MEF. Questa soluzione, già peraltro più volte caldeggiata da DIRIGENTISCUOLA, consentirebbe di assicurare una governance stabile alle scuole, alleggerire il carico sui dirigenti già in servizio e valorizzare personale già idoneo alla funzione.

Secondo DIRIGENTISCUOLA, il permanere di centinaia di scuole affidate in reggenza rappresenta una criticità strutturale che incide negativamente sulla qualità del servizio scolastico, sull’attuazione del PTOF e sull’efficacia organizzativa degli istituti. Si auspica quindi che già dal prossimo a.s. ogni istituzione scolastica possa contare su una guida dirigenziale dedicata, anche attraverso incarichi annuali ove necessario. DIRIGENTISCUOLA conferma la propria disponibilità all’interlocuzione con il Ministero per individuare soluzioni concrete e strutturali a tutela della categoria e del sistema scolastico nazionale.

“Siamo disponibili – ribadisce il presidente nazionale DIRIGENTISCUOLA Attilio Fratta – a discutere sui punti cruciali della nostra proposta negoziale, già trasmessa per la discussione dell’11 maggio e pienamente coerente con l’Atto di Indirizzo ministeriale e con quanto previsto dall’articolo 40, comma 1, del Testo Unico del Pubblico Impiego che consente alla contrattazione collettiva, e non ai politici di turno, di regolamentare la materia della mobilità senza alcuna pressione. Siano le parti, e non la politica, a stabilire i propri accordi con la libertà riservata dalla legge allo strumento contrattuale”.

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