Rinnovo contratto scuola 2025/27: obiettivo firma, aumenti e buoni pasto nel 2026
Ministero e parti sociali lavorano per rinnovo del contratto 2025/27: al centro della trattativa nuovi incrementi e l'ipotesi dei ticket restaurant per i docenti.
Mentre si liquidano gli arretrati recenti, l'attenzione si sposta sul rinnovo contratto scuola 2025/27. Si punta a chiudere l'accordo nel 2026, introducendo buoni pasto e rivedendo la normativa sull'Intelligenza Artificiale per tutelare la funzione docente.
Verso la firma del rinnovo contratto scuola 2025/27
Nonostante l'inchiostro sul precedente accordo sia appena asciugato, con gli accrediti degli arretrati registrati a gennaio e l'attesa per il bonus una tantum di febbraio, la macchina amministrativa e sindacale è già proiettata verso il futuro. L'obiettivo dichiarato da Viale Trastevere e dalle sigle sindacali è ambizioso quanto inedito per le tempistiche della Pubblica Amministrazione italiana: giungere alla sottoscrizione del rinnovo contratto scuola 2025-2027 entro il termine del 2026. Questa accelerazione rappresenterebbe un segnale di discontinuità fondamentale, garantendo una copertura finanziaria costante e riducendo il divario tra l'inflazione reale e il potere d'acquisto del personale scolastico.
La strategia punta a evitare la vacanza contrattuale prolungata, un fenomeno che storicamente ha eroso le retribuzioni del comparto istruzione. Se le tempistiche venissero rispettate, si tratterebbe di un risultato storico che porterebbe a flussi di aumenti stipendiali più ravvicinati e costanti nel tempo, offrendo maggiore stabilità economica a docenti e personale ATA. Tuttavia, la partita non si gioca solo sulle tabelle salariali, ma su una revisione profonda della parte normativa, rimasta in sospeso nella precedente tornata negoziale.
La novità dei buoni pasto e il welfare scolastico
Uno dei nodi cruciali della prossima piattaforma contrattuale riguarda l'introduzione di strumenti di welfare finora estranei al mondo della scuola. Al centro del dibattito vi è l'erogazione dei buoni pasto, una misura che i sindacati rivendicano con forza non solo per il personale ATA, ma estesa anche al corpo docente, specialmente in relazione alle attività pomeridiane e ai progetti extracurriculari. Si tratta di un allineamento necessario rispetto ad altri settori del Pubblico Impiego, dove tali benefici sono consolidati da tempo.
Parallelamente alle rivendicazioni economiche, le organizzazioni sindacali, tra cui la UIL Scuola, hanno delineato un pacchetto di richieste normative ben precise. Tra le priorità emergono la necessità di una formazione continua che sia strutturata e retribuita, il riconoscimento giuridico ed economico per il personale in servizio nelle scuole italiane all'estero e una maggiore trasparenza nelle relazioni sindacali d'istituto. L'obiettivo è scardinare alcune rigidità burocratiche per valorizzare la professionalità di chi opera quotidianamente nelle aule, garantendo diritti certi e tutele esigibili.
Sfide future: risorse, formazione e Intelligenza Artificiale
Il contesto economico in cui si inserisce la trattativa rimane complesso. Giuseppe D'Aprile, Segretario generale della Uil Scuola, ha sollevato una questione politica dirimente: la discrepanza tra l'esclusione delle spese militari dai vincoli di bilancio e i continui tagli che colpiscono il settore dell'istruzione. Secondo le parti sociali, se i sondaggi confermano che per i cittadini la scuola pubblica è una priorità nazionale, le scelte di bilancio del Governo dovrebbero riflettere tale urgenza, stanziando risorse adeguate per il rinnovo contrattuale.
Un capitolo a parte merita l'irruzione della tecnologia nella didattica. Il prossimo contratto dovrà necessariamente normare l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nelle scuole. La posizione emergente è chiara: la tecnologia deve rimanere un supporto strumentale e non può in alcun modo sostituire la relazione umana, il pensiero critico e la funzione educativa del docente. In un'epoca segnata da disorientamento e instabilità, la scuola deve rimanere un presidio di crescita umana, dove l'innovazione viene governata pedagogicamente e non subita passivamente.