Buoni pasto 2026 per docenti e ATA: si attende la valutazione del Governo, le ultime novità
La soglia di esenzione sale per i buoni pasto 2026 mentre il Governo valuta l'estensione del benefit a docenti e personale ATA.
La nuova Legge di Bilancio innalza il valore esentasse dei buoni pasto 2026 a 10 euro. Si apre inoltre un importante spiraglio per il personale scolastico grazie a un Ordine del Giorno approvato in vista del prossimo CCNL Istruzione.
Nuova soglia per i buoni pasto elettronici
La manovra finanziaria ha ufficialmente elevato da 8 a 10 euro il limite di esenzione fiscale e previdenziale per i ticket in formato digitale. L'Associazione nazionale società emettitrici buoni pasto (ANSEB) ha accolto con favore l'intervento, definendolo una leva strategica fondamentale. Il presidente Matteo Orlandini ha sottolineato come la misura rappresenti un segnale concreto per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, eroso da un'inflazione alimentare cresciuta oltre il 25% dal 2020.
L'adeguamento della soglia genera vantaggi tangibili sia per i dipendenti che per le imprese.
I lavoratori possono beneficiare di circa 500 euro netti aggiuntivi all'anno.
Le aziende possono rafforzare il welfare aziendale senza aumentare il costo del lavoro.
Il settore della ristorazione e della distribuzione viene sostenuto da un maggiore indotto.
L'impegno per il personale scolastico nel CCNL
Una svolta significativa potrebbe interessare il mondo della scuola, accogliendo le richieste avanzate da anni da ANIEF. La 7ª Commissione del Senato ha approvato un Ordine del Giorno che impegna l'esecutivo a valutare l'inserimento del beneficio nel rinnovo del contratto scuola 2025-2027. L'iniziativa mira a sanare un'anomalia che vede docenti e personale ATA come uniche categorie del pubblico impiego ancora escluse da questo diritto, pur in presenza di prestazioni lavorative intense.
Criteri di assegnazione e lavoro sommerso
Il documento impegna il Governo a riconoscere il ticket a chi supera le sei ore di servizio giornaliero, nei limiti delle risorse finanziarie. La proposta tiene conto del reale carico di lavoro dei docenti, che include non solo le ore frontali ma anche attività collegiali e consigli di classe. Uno studio dell'Università Cattolica conferma che il lavoro sommerso degli insegnanti è spesso doppio rispetto a quello contrattualizzato, giustificando la necessità di un allineamento economico con gli altri dipendenti statali.