Riscatto laurea: Anief critica i tagli in Manovra
Il sindacato contesta le nuove norme sul riscatto laurea e chiede modifiche urgenti al sistema previdenziale per il personale scolastico.
Il Governo interviene sul riscatto laurea nella nuova legge di bilancio, scatenando la dura reazione dell'Anief. Il sindacato denuncia un accanimento ingiustificato verso chi ha investito nella formazione superiore, chiedendo tutele concrete per il personale scolastico prossimo al ritiro.
Le novità sul riscatto laurea in discussione al Senato
Il testo definitivo della Manovra economica è atteso in aula al Senato per lunedì 22 dicembre, con il voto finale programmato per martedì 23 dicembre, secondo il calendario stabilito dai capigruppo. In questa fase cruciale, l'esecutivo ha introdotto un pacchetto di emendamenti che va a modificare in modo sostanziale le norme previdenziali. Al centro delle polemiche ci sono le nuove disposizioni che penalizzano il calcolo della pensione anticipata a partire dal 2031, colpendo specificamente chi ha scelto di valorizzare i propri anni di studio universitario. Queste modifiche rischiano di creare un danno economico significativo per i lavoratori che hanno investito risorse nel proprio percorso accademico, trasformando un'opportunità di riscatto in un potenziale svantaggio contributivo.
La denuncia dell'Anief sulle disparità di trattamento
Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, ha definito "assurdo" l'intervento governativo, evidenziando una palese iniquità nel trattamento dei dipendenti pubblici. Il leader sindacale ha sollevato una questione provocatoria: perché non viene toccato il riscatto gratuito degli anni di formazione degli ufficiali delle forze armate, se l'obiettivo primario è il risparmio? Secondo l'Anief, non si può intervenire sulla legge di bilancio senza aver prima valutato attentamente le conseguenze sociali e lavorative di tali approvazioni. Forte di una petizione che ha raccolto oltre 130 mila firme, il sindacato ribadisce che lo Stato dovrebbe agevolare la formazione del personale scolastico, anziché penalizzarlo per fare cassa.
Necessaria una riforma strutturale dell'INPS
La critica del sindacato si estende alla gestione strutturale dell'Istituto di previdenza. Pacifico punta il dito contro i ritardi inaccettabili nell'erogazione del trattamento pensionistico, sottolineando come i lavoratori contribuiscano pagando un terzo del proprio assegno, mentre lo Stato versa i contributi solo figurativamente. La soluzione proposta prevede una netta separazione tra la spesa previdenziale pura e quella destinata al welfare sociale. Per l'Anief, è indispensabile riformare l'INPS e attuare politiche che incentivino realmente l'occupazione giovanile e la natalità. Solo attraverso questi interventi strutturali si potrà garantire la tenuta del sistema, evitando che i cittadini paghino il prezzo di inefficienze amministrative consolidate.