Pensioni, stretta del Governo: in salita l'età e i contributi

Nuove regole sulle pensioni: penalizzazioni per il riscatto della laurea e requisiti più severi allontanano l'uscita dal lavoro.

17 dicembre 2025 07:30
Pensioni, stretta del Governo: in salita l'età e i contributi - Età pensionabile
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Il dibattito sulle pensioni si accende a seguito delle misure introdotte dall'esecutivo. Le nuove disposizioni prevedono un innalzamento dell'età anagrafica e penalizzazioni tecniche per chi ha riscattato gli anni di studio. Sindacati e opposizioni denunciano un sistema che allontana l'uscita dal lavoro, rendendo i requisiti di accesso sempre più difficili da raggiungere per i cittadini.

Nuove misure e requisiti per le pensioni

L'ultima manovra ha introdotto cambiamenti sostanziali che rendono il percorso verso la quiescenza una vera prova di resistenza. Il quadro normativo attuale presenta diverse criticità per i lavoratori prossimi alla conclusione della carriera:

  • L'innalzamento dell'età anagrafica, che si avvia verso i 67 anni e mezzo;

  • L'introduzione di una finestra mobile di sei mesi per ricevere il primo assegno in caso di uscita anticipata;

  • Una revisione del calcolo per il riscatto della laurea breve, che avrà un peso minore in termini di anzianità contributiva. Queste modifiche impongono di fatto una permanenza prolungata nel mondo del lavoro per maturare i requisiti necessari.

Le critiche politiche alla riforma

Le forze di opposizione hanno espresso un giudizio severo sulla strategia governativa. Il Movimento 5 Stelle definisce inaccettabile l'esclusione fino a 30 mesi di anzianità per i periodi di studio riscattati, considerandola un attacco ai sacrifici economici sostenuti dai lavoratori. Parallelamente, il Partito Democratico sottolinea come le promesse elettorali siano state disattese, finendo per rafforzare la Legge Fornero anziché superarla. Secondo i dem, l'esecutivo sta cercando di bilanciare i conti pubblici comprimendo i diritti dei lavoratori e ritardando l'effettivo incasso delle spettanze maturate.

L'allarme dei sindacati sui contributi

La Cgil ha lanciato un avvertimento preoccupante riguardo le prospettive future. Con l'adeguamento alla speranza di vita, si stima che entro il 2035 saranno necessari 43 anni e 9 mesi di versamenti. Lo scenario peggiore riguarda chi ha riscattato la laurea: a causa delle nuove regole retroattive, costoro potrebbero dover raggiungere la soglia record di 46 anni e 3 mesi di contributi totali. I sindacati definiscono questa prospettiva una "follia" con evidenti profili di incostituzionalità, poiché svaluta contributi regolarmente pagati e rende il sistema previdenziale eccessivamente rigido e punitivo.

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