Safer Internet Day 2026: 3 studenti su 4 si sentono dipendenti dal web

L'indagine di Social Warning in vista del Safer Internet Day 2026 svela un aumento della connessione compulsiva e dei rischi per la salute psicofisica.

09 febbraio 2026 18:05
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Safer Internet Day 2026
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In attesa del Safer Internet Day 2026, i dati dell'Osservatorio Social Warning indicano che il 77,5% degli studenti percepisce una dipendenza dai device. Nonostante la consapevolezza dei rischi per la salute mentale e fisica, ridurre le ore di connessione resta complesso per gli adolescenti.

La percezione della dipendenza digitale verso il Safer Internet Day 2026

L'avvicinarsi del 10 febbraio, data fissata per il Safer Internet Day 2026, accende i riflettori su uno scenario educativo e sociale in rapida evoluzione. L'indagine condotta dall’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale di Social Warning – Movimento Etico Digitale APS ha coinvolto un campione significativo di oltre 20.000 studenti tra gli 11 e i 18 anni, restituendo una fotografia complessa del rapporto tra Gen Z e tecnologia nel 2025. Il dato più rilevante riguarda l'autopercezione del disagio: il 77,5% degli intervistati dichiara di sentirsi dipendente dai dispositivi digitali, una percentuale in netto rialzo rispetto al 72,6% registrato l'anno precedente. Analizzando la profondità del fenomeno, il 41,8% descrive questa dipendenza come moderata, mentre il 33,3% la definisce lieve. Tuttavia, emerge una frattura tra consapevolezza e azione: sebbene il problema sia riconosciuto, i tentativi di "digital detox" falliscono sistematicamente. Soltanto il 23,3% dei ragazzi che hanno provato a limitare l'uso dello smartphone ritiene di aver ottenuto risultati concreti, evidenziando una difficoltà strutturale nell'autoregolazione.

Impatto sulla salute psicofisica e normalizzazione dell'iperconnessione

Un aspetto cruciale emerso dalla ricerca riguarda la consapevolezza somatica e psicologica dell'abuso tecnologico. Nel 2025, la quasi totalità del campione, il 91%, ammette l'esistenza di una correlazione diretta tra l'uso intensivo del digitale e il peggioramento delle condizioni di salute. Nello specifico, il 72,2% degli studenti individua conseguenze trasversali che colpiscono sia la sfera mentale che quella fisica, citando disturbi quali deficit di attenzione, alterazioni del ciclo sonno-veglia, problemi posturali e affaticamento visivo. Parallelamente, si assiste a un fenomeno che gli esperti definiscono di "normalizzazione": alla domanda sulle emozioni provate online, cresce fino al 31% la quota di chi risponde "né bene né male". Questo suggerisce che la rete non è più vissuta come un luogo di esperienza attiva, ma come un sottofondo costante dell'esistenza, un ambiente neutro dato per scontato. Le fasce orarie di utilizzo confermano questa onnipresenza: si registra un picco di navigazione tra le 13.00 e le 19.00 e un ulteriore incremento nella fascia serale fino alle 23.00, erodendo tempo prezioso allo studio, alle relazioni interpersonali e al riposo.

Il divario educativo tra scuola e famiglia secondo gli esperti

Di fronte a questi numeri, la riflessione degli addetti ai lavori punta sulla necessità di un'alleanza educativa più solida. Davide Dal Maso, presidente di Social Warning, sottolinea come l'alta percezione della dipendenza sia, paradossalmente, una richiesta d'aiuto implicita che necessita di risposte istituzionali, richiamando l'importanza della Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale. Tuttavia, come evidenzia il pedagogista del digitale Gregorio Ceccone, esiste un disallineamento critico nei messaggi ricevuti dai giovani. Se da un lato la scuola tenta di fornire strumenti critici, dall'altro le pratiche familiari spesso contraddicono gli insegnamenti scolastici, creando confusione. I ragazzi, pur consapevoli dei rischi, si scontrano con l'incoerenza degli adulti di riferimento, mancando di modelli comportamentali virtuosi da emulare nell'ambiente domestico.

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