Salerno, violenza tra minori fuori dalla scuola: grave uno studente ferito al collo

Aggressione fuori dall'istituto: due minori in ospedale. Indagini in corso mentre il Ministero valuta nuove misure di sicurezza urgenti.

02 febbraio 2026 18:15
Salerno, violenza tra minori fuori dalla scuola: grave uno studente ferito al collo - Ambulanza
Ambulanza
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Un nuovo grave episodio di cronaca scuote la comunità scolastica campana. Una lite studenti Salerno, avvenuta oggi 2 febbraio, è degenerata nel sangue: un 16enne è stato accoltellato al collo. Entrambi i giovani sono ricoverati, riaprendo il dibattito sull'emergenza violenza tra i banchi.

La dinamica della violenta lite studenti Salerno

Le sirene delle ambulanze hanno rotto la tranquillità della mattinata scolastica quando, all'esterno di un istituto superiore di Salerno, un alterco tra coetanei si è trasformato in un tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti tempestivamente sul posto, il confronto verbale tra due sedicenni è sfociato rapidamente nell'uso delle armi. Uno dei due ragazzi ha sferrato un fendente che ha raggiunto il "rivale" direttamente al collo, una zona vitale che fortunatamente non ha comportato l'immediato decesso, ma che ha richiesto il trasporto d'urgenza in Codice Rosso.

Anche l'aggressore ha riportato lesioni, necessitando di cure mediche per una profonda ferita da taglio alla mano, probabilmente autoinferta nella concitazione della colluttazione o frutto di una difesa della vittima. Chi osserva da anni le dinamiche della microcriminalità giovanile sa bene che questi episodi non nascono dal nulla: gli investigatori stanno ora setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per chiarire se vi fosse premeditazione o se il possesso del coltello fosse "abituale" per i due minori.

Un'escalation preoccupante: da Bologna ai casi locali

Non si tratta purtroppo di un caso isolato, ma dell'ennesimo tassello di un mosaico preoccupante che coinvolge l'intero territorio nazionale. Solo nella giornata di ieri, il centro di Salerno era stato teatro di un altro accoltellamento ai danni di un minorenne, colpito alla schiena. Parallelamente, le agenzie battevano la notizia di un fatto analogo a Bologna, dove uno studente di scuola media, non ancora quattordicenne, ha minacciato i compagni con un coltellino artigianale assemblato "fai da te" per eludere i controlli visivi.

Questa serie di eventi evidenzia un trend che gli esperti definiscono allarmante: la normalizzazione del porto d'armi bianche tra i giovanissimi. L'astuccio scolastico, un tempo contenitore di penne e matite, diventa troppo spesso il nascondiglio per lame e oggetti contundenti, trasformando i corridoi scolastici e i piazzali antistanti gli istituti in zone a rischio, dove una banale discussione per futili motivi può avere esiti drammatici.

La direttiva Piantedosi e l'ipotesi Metal Detector

Di fronte a questa ondata di violenza, la risposta istituzionale cerca di farsi più incisiva. Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito oggi l'urgenza di implementare misure di sicurezza concrete, non escludendo l'uso di metal detector su richiesta specifica dei dirigenti scolastici. La linea del governo, tracciata in una recente direttiva congiunta con il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, mira a potenziare i controlli senza militarizzare le scuole, ma garantendo l'incolumità di studenti e personale.

Il modello citato è quello di La Spezia, dove, dopo l'omicidio di uno studente, sono stati introdotti dispositivi di rilevazione metalli e unità cinofile. La direttiva prevede che i Prefetti, in sinergia con gli uffici scolastici regionali, possano disporre controlli straordinari agli accessi negli istituti che presentano criticità legate a bullismo, spaccio o violenza pregressa. Tuttavia, come sottolineato da Valditara, la repressione è solo l'ultimo stadio: la vera sfida resta culturale, per sradicare l'idea che un coltello in tasca sia uno strumento di risoluzione dei conflitti.

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