Schettini: violenza a scuola, e il rifiuto dei genitori nel dire no ai figli
Il prof de La Fisica Che Ci Piace analizza le aggressioni: adulti colpevoli di non dialogare e di aver smesso di imporre regole.
Dopo i fatti di La Spezia, Vincenzo Schettini interviene sulla violenza a scuola. Il docente richiama genitori e colleghi alle proprie responsabilità: necessario tornare al dialogo e ai "no" educativi per arginare la rabbia e la solitudine giovanile.
Emergenza violenza a scuola: l'analisi del docente
Il panorama educativo italiano è scosso da una frequenza sempre più allarmante di episodi di cronaca nera che vedono protagonisti i giovanissimi. A seguito dei tragici eventi registrati a La Spezia, la voce di Vincenzo Schettini, volto noto del progetto La Fisica Che Ci Piace, si è alzata forte e chiara attraverso i canali social, trasformando lo sgomento in una riflessione strutturale. Non si tratta di semplice indignazione, ma di una presa d'atto lucida e impietosa: l'idea che un ragazzo possa perdere la vita o essere ferito gravemente all'interno di un istituto scolastico è un concetto che la società civile non può metabolizzare.
Il divulgatore pone l'accento sulla normalizzazione del pericolo, chiedendosi retoricamente come sia possibile che in numerose città italiane le cosiddette baby gang o singoli studenti circolino armati di coltellini, pronti a trasformare un dissidio in tragedia. Secondo l'analisi del professore, la rabbia e la solitudine sono i due propulsori di questa escalation di aggressività, fenomeni che non nascono nel vuoto pneumatico ma che trovano terreno fertile nell'assenza di presidi educativi solidi. La questione non è più se il sistema stia fallendo, ma quanto profondamente abbia già fallito nel garantire la sicurezza fisica ed emotiva all'interno delle mura scolastiche.
La crisi del ruolo adulto: genitori e insegnanti assenti
Il cuore dell'intervento di Schettini risiede nell'individuazione delle responsabilità, che vengono ripartite equamente tra famiglia e scuola. L'interrogativo "abbiamo sbagliato ad abbassare la guardia?" risuona come un atto d'accusa verso l'intera categoria degli adulti. La radice del problema, secondo il docente, va ricercata nell'incapacità contemporanea di gestire il conflitto educativo. Si è smesso di pronunciare la parola "no", termine essenziale per la crescita psicologica dell'individuo.
In passato, il rifiuto genitoriale o scolastico generava scontri, liti e discussioni accese; tuttavia, è proprio attraverso quella dialettica conflittuale che si formavano le coscienze e si comprendevano i limiti. Oggi, l'assenza di barriere e la tendenza a spianare la strada ai figli ha creato un vuoto valoriale. L'esperto sottolinea come, in prospettiva, si finisca per essere grati a quell'educazione rigorosa fatta di regole certe, mentre l'attuale permissivismo lascia i ragazzi in balia di se stessi, privi di una bussola morale. La colpa principale, ammette Schettini mettendosi in gioco in prima persona, appartiene ai "grandi", colpevoli di aver abdicato al proprio ruolo di guida per cercare un consenso facile o per disattenzione.
Recuperare il rapporto umano oltre la didattica
L'ultimo punto toccato dall'influencer riguarda la natura stessa dell'istituzione scolastica odierna. Spesso le scuole si trasformano in ingranaggi burocratici focalizzati esclusivamente sulla corsa ai programmi e sul completamento delle interrogazioni, trascurando totalmente l'aspetto umano. La denuncia è forte: nella frenesia di assegnare voti e giudizi, si dimentica di fermarsi a parlare con gli studenti, di guardarli negli occhi e chiedere loro come stanno realmente.
Chi vive la scuola quotidianamente sa bene che un voto in meno non compromette il futuro, ma un disagio ignorato può avere conseguenze irreparabili. L'invito finale di Vincenzo Schettini è quello di riscoprire il tempo del dialogo, insegnando il rispetto per la vita altrui. Questi ragazzi, ricorda il docente, saranno i genitori di domani; investire sulla loro educazione emotiva oggi significa prevenire il collasso sociale del futuro. Non servono nuove riforme, ma un ritorno all'umanità del rapporto docente-discente.
In sintesi...
Qual è stata la reazione di Vincenzo Schettini agli eventi di La Spezia? Vincenzo Schettini ha espresso profondo sconcerto e rabbia in un video social, condannando fermamente l'accaduto e sottolineando l'inaccettabilità della violenza e dell'uso di armi come coltelli all'interno o nei pressi delle scuole.
Quali sono le cause della violenza secondo il prof de La Fisica Che Ci Piace? Secondo Schettini, l'aumento della violenza è causato dalla rabbia e dalla solitudine dei ragazzi, alimentate dall'incapacità degli adulti (genitori e insegnanti) di imporre regole, dire "no" e mantenere alta la guardia educativa.
Cosa suggerisce Schettini per risolvere il problema? La soluzione proposta passa attraverso il recupero del dialogo autentico tra adulti e ragazzi. È necessario che la scuola smetta di inseguire solo i programmi didattici e torni a concentrarsi sull'aspetto umano, insegnando il rispetto per la vita e per gli altri.