Scontri a Torino: Giorgia Meloni dai feriti, stretta sulla sicurezza

La premier in visita alle Molinette annuncia un vertice di governo. Al vaglio nuove norme contro i violenti scontri Torino.

01 febbraio 2026 15:00
Scontri a Torino: Giorgia Meloni dai feriti, stretta sulla sicurezza - Giorgia Meloni
Giorgia Meloni
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Giorgia Meloni ha visitato i feriti alle Molinette dopo i violenti scontri a Torino. Convocato un vertice urgente per valutare misure più rigide nel Decreto Sicurezza e contrastare la guerriglia urbana, definendo i responsabili "criminali organizzati" e non semplici manifestanti.

La visita alle Molinette e la condanna delle violenze

L'atmosfera nel capoluogo piemontese resta tesa all'indomani della guerriglia urbana scatenata durante il corteo pro Askatasuna. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto portare personalmente la solidarietà delle istituzioni ai due agenti delle forze dell'ordine ancora ricoverati presso l'Ospedale Molinette. Una visita breve, durata circa dieci minuti, ma dal fortissimo valore simbolico e politico. La premier ha tracciato una linea di demarcazione netta: quanto accaduto non rientra nel diritto di cronaca o di dissenso, ma nella sfera del codice penale. Secondo la leader di Fratelli d'Italia, l'uso di martelli e oggetti contundenti contro uomini in divisa configura il reato di "tentato omicidio", allontanando qualsiasi narrazione che descriva gli autori come semplici manifestanti. La richiesta rivolta alla magistratura è perentoria: applicare le norme esistenti senza esitazioni per garantire che alla denuncia segua una pena certa, a tutela dello Stato di diritto.

Scontri a Torino: verso la stretta sul Decreto Sicurezza

La risposta dell'esecutivo non si limiterà alla solidarietà. La premier ha ufficializzato la convocazione di una riunione governativa d'urgenza per analizzare le minacce all'ordine pubblico emerse in questi giorni. Al centro del tavolo ci sarà la revisione e il potenziamento del Decreto Sicurezza. L'obiettivo è colmare eventuali lacune normative che permettono ai facinorosi di agire con la consapevolezza dell'impunità. La questione sollevata riguarda la disparità di trattamento: se un agente reagisce rischia l'iscrizione nel registro degli indagati, mentre le aggressioni sistematiche alle forze di polizia spesso non sfociano in misure cautelari adeguate. Il governo intende ripristinare un equilibrio che metta al centro la sicurezza di chi serve lo Stato, valutando strumenti legislativi più incisivi per prevenire il ripetersi di scenari da guerriglia.

Tattiche militari e reazioni della maggioranza

L'analisi tecnica degli scontri Torino rivela un salto di qualità nelle modalità di aggressione, un dettaglio che ha allarmato i vertici della Difesa. Il Ministro Guido Crosetto, recatosi al Comando Provinciale dei Carabinieri, ha evidenziato come i gruppi antagonisti abbiano adottato vere e proprie tattiche paramilitari: divisione in blocchi, utilizzo di bombe carta caricate a chiodi, impiego di jammer per disturbare le comunicazioni radio delle forze dell'ordine e maschere antigas. Non si tratta di disordini spontanei, ma di azioni pianificate che ricordano, secondo il Ministro, le modalità operative delle Brigate Rosse. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che invoca tolleranza zero e propone l'introduzione di una cauzione obbligatoria per chi partecipa a cortei violenti, sottolineando la necessità di distinguere il diritto a manifestare dalla devastazione sistematica delle città.

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