Scuola italiana all’estero: nuovi tagli al contingente 2026/27

La scuola italiana all’estero rischia un ulteriore ridimensionamento: sindacati e MAECI discutono su posti, risorse e futuro del sistema.

25 maggio 2026 11:00
Scuola italiana all’estero: nuovi tagli al contingente 2026/27  - Maeci - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Maeci - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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La scuola italiana all’estero torna al centro del confronto tra MAECI e organizzazioni sindacali dopo la revisione del contingente per l’anno scolastico 2026/27. Dall’incontro emergono nuove riduzioni, risorse ferme e una crescente preoccupazione per il futuro della formazione italiana, della lingua italiana e della diplomazia culturale nel mondo. Secondo ANIEF, il sistema avrebbe bisogno di investimenti strutturali, non di ulteriori tagli.

Scuola italiana all’estero e riduzione dei posti

Il confronto sul contingente scolastico 2026/27 ha confermato una nuova contrazione degli organici. Dopo i 6 posti soppressi lo scorso anno, il MAECI prevede altri 5 tagli, portando il contingente formale a 663 unità. Tuttavia, secondo il sindacato, almeno 20 posti non saranno realmente attivati, con un numero effettivo vicino a 640 unità. Il nodo riguarda anche il Regno Unito: alcune cattedre resterebbero formalmente conteggiate, pur risultando difficili da attivare per gli effetti della Brexit, dei permessi di lavoro e dei vincoli amministrativi.

Risorse insufficienti e domanda formativa in crescita

Il punto più critico riguarda le risorse economiche, ferme dal 2020 nonostante l’aumento dei costi per assegni di sede, indennità e mantenimento del personale. ANIEF segnala una forte contraddizione: dalle sedi estere sarebbero arrivate richieste per 145 nuovi posti, ma la risposta amministrativa prevede solo 8 nuove istituzioni a fronte di 13 soppressioni. Questo saldo negativo, secondo il sindacato, indebolisce la presenza italiana, limita la diffusione della cultura italiana e riduce la capacità delle scuole di rispondere alla domanda di istruzione nelle comunità all’estero.

Reclutamento, sedi critiche e richiesta di cambio di rotta

Oltre ai tagli, pesa il ritardo nelle procedure di reclutamento del personale da destinare all’estero. Mancano indicazioni certe sui nuovi bandi, mentre le convocazioni tardive rischiano di compromettere la programmazione. Tra le situazioni più delicate viene citato il Liceo IMI di Istanbul, dove ANIEF chiede risposte concrete dopo la vertenza del personale locale. Il sindacato sollecita il Governo a rivedere il D.Lgs. 64/2017, rafforzare il contingente e destinare fondi adeguati alla scuola, alla lingua e alla promozione culturale italiana nel mondo.

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